Scrittori Quotes

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“Uno scrittore non vive la vita come se questa gli cadesse addosso dal cielo, ma prevede e disegna ogni istante con metodo e precisione. Scoperchia e studia il mondo alla ricerca del congegno che lo fa funzionare, per poterlo sovvertire. Non gli interessa veramente chi sei e cosa fai, ma quanto materiale emozionale puoi fornirgli, quanta parte di te può trovare spazio, e in che modo, all'interno della sua opera.”
Sara Zelda Mazzini, Cronache dalla fine del mondo

Stephen  King
“Se volete fare gli scrittori, ci sono due esercizi fondamentali: leggere molto e scrivere molto. Non conosco stratagemmi per aggirare queste realtà, non conosco scorciatoie.”
Stephen King, On Writing: A Memoir of the Craft

Achille Campanile
“I lettori sono personaggi immaginari creati dalla fantasia degli scrittori.”
Achille Campanile

Ugo Ojetti
“Credi in te stesso quando scrivi; dubitane, come un nemico, quando ti rileggi”
Ugo Ojetti

Cornelia Funke
“- E allora? Tutti gli scrittori sono svitati!”
Cornelia Funke, Inkspell

Anna Premoli
“E lo so che è ridicolo pensarlo per due persone immaginarie, ma siamo scrittori. Per noi la gente inventata conta molto più di quella vera.”
Anna Premoli, È solo una storia d'amore

Joël Dicker
“«Vorrei insegnarti la scrittura, Marcus, non perché tu possa imparare a scrivere, ma affinché tu possa diventare uno scrittore. «Scrivere romanzi non è una cosa da niente: tutti sanno scrivere, ma non tutti sono scrittori.»
«E come si fa a sapere di essere uno scrittore, Harry?»
«Nessuno sa di essere uno scrittore, Marcus. Glielo dicono gli altri.»”
Joël Dicker, La Vérité sur l'Affaire Harry Quebert

Joël Dicker
“«Harry, perché gli scrittori sono persone così sole? Hemingway, Melville... Sono gli uomini più soli del mondo!»
«Non so se siano gli scrittori a essere soli, o se sia la solitudine a spingerli a scrivere...»”
Joël Dicker, La Vérité sur l'Affaire Harry Quebert

Stephen  King
“Ciao Johnny”, mormorò e il vento corse leggero tra gli alberi di porpora. Una foglia rossa ondeggiò nell'aria azzurra e le si posò tra i capelli. “Sono qui. Sono venuta finalmente.” Lacrime brucianti cominciarono a scorrere sul suo viso. “Tutto doveva essere diverso, vero? Non doveva finire in questo modo.” Chinò la testa, la gola stretta in un nodo di dolore. E fu allora che la mano le tocco il collo. Le si mozzò il respiro di colpo e restò con la schiena rigida e gli occhi sbarrati. "Johnny…?" Era andato. Si alzò, si girò e naturalmente non c'era nulla. Ma poteva vederlo, ritto lì accanto, le mani sprofondate nelle tasche, il caldo sorriso un po' obliquo sul volto più attraente che bello che si appoggiava snello e disinvolto a una tomba o a un pilastro dell'ingresso o forse contro un albero rosseggiante d'autunno. Bella roba, Sarah, annusi ancora quella dannata cocaina? Niente intorno se non Johnny, lì vicino. Forse ovunque. Tutti noi facciamo quello che possiamo e dobbiamo accontentarci… e se non ci basta, dobbiamo rassegnarci. Niente è perduto per sempre, Sarah. Niente che non possa esser ritrovato. "Sempre il vecchio Johnny", sussurrò Sarah. Uscì dal cimitero e attraversò la strada. Indugiò un attimo, voltandosi a guardare. Il tiepido vento d'ottobre alitava robusto e grandi cortine di luce e d'ombra sembravano attraversare il mondo. Gli alberi frusciavano misteriosamente. Sarah salì in macchina e si allontanò.”
Stephen King, The Dead Zone

Stephen  King
“Be'…” ha cominciato Tanis, ma si è interrotta subito e ha scosso la testa. “Torna qui e mettiti a sedere.” Pat Fitzgerald ha sghignazzato. “Cos'è, ci si scambiano i segreti adesso?” “Proprio così.” “Sai che affare,” ha osservato Corky Herald. Con questo ha suscitato le risa della classe. Irma Bates se n'è tornata mogia mogia in fondo all'aula, dove si è immersa in non so quale confabulazione con Tanis, Anne Lasky e Susan Brooks. Sylvia conversava sottovoce con Grace, sotto lo sguardo avido di Porcile. Ted Jones corrugava la fronte. George Yannick stava incidendo qualcosa sul suo banco mentre fumava una sigaretta e sembrava proprio un falegname assorto. Gli altri erano quasi tutti occupati a guardar fuori della finestra gli sbirri che dirottavano il traffico e quelli che tramavano in piccoli capannelli dall'aria sconfitta. In quel momento è echeggiato all'improvviso un campanello con un gran baccano che ha fatto saltare in aria tutti quanti. "È la campana del cambio dell'ora," ha spiegato Harmon. Io ho guardato l'orologio a muro. Erano le 9.50. Alle 9.05 ero seduto al mio posto vicino alla finestra a osservare lo scoiattolo. Adesso lo scoiattolo non c'era più, il buon vecchio Tom Denver se n'era andato e Mrs. Underwood se n'era andata ancora di più. Ci ho riflettuto e ho concluso che me n'ero andato anch'io.”
Stephen King, Rage

Carl William Brown
“La passione per la scrittura, la vita, la conoscenza, le idee, i sentimenti e le emozioni, non ha bisogno né di generi letterari, né di editori.”
Carl William Brown, Aforismi. Volume primo.

Italo Calvino
“C'è una linea di confine: da una parte ci sono quelli che fanno i libri, dall'altra quelli che li leggono. Io voglio restare una di quelli che li leggono, perciò sto attenta a tenermi sempre al di qua di quella linea. Se no, il piacere disinteressato di leggere finisce, o comunque si trasforma in un'altra cosa, che non è quello che voglio io.”
Italo Calvino, If on a Winter's Night a Traveler