“Non eravamo vicini.
Eravamo una cosa sola.
I palmi delle mie mani sul suo petto.
I suoi pugni tra le mie scapole.
Le mie gambe legate dietro la sua schiena.
Il suo viso padrone del mio.
Il suo fiato corto fuso con il mio.
La punta del mio naso premuta sulla sua.
I suoi occhi sovrani dei miei.”
― L'ultima alba
Eravamo una cosa sola.
I palmi delle mie mani sul suo petto.
I suoi pugni tra le mie scapole.
Le mie gambe legate dietro la sua schiena.
Il suo viso padrone del mio.
Il suo fiato corto fuso con il mio.
La punta del mio naso premuta sulla sua.
I suoi occhi sovrani dei miei.”
― L'ultima alba
“Il Venator insinuò la gamba sotto l’inguine del demone e si abbassò all’altezza degli arti inferiori. L’essere perse l’equilibrio e precipitò a terra. Bor gli fu subito sopra, ma il mostro aveva grande forza nelle braccia e parò il colpo che il cacciatore aveva inferto.
Asia tremava. Guardava la scena con ansia e tensione. Non si accorse dell’altra creatura vomitata dalla terra maledetta che l’aveva raggiunta alle spalle. L’Incubo indossava abiti ormai sporchi e laceri, ma il corpo era ancora in uno stato di decomposizione non avanzato. I lineamenti erano definiti e i due occhi che puntavano la sua vittima sembravano ancora vivi.”
― R.I.P. Requiescat In Pace
Asia tremava. Guardava la scena con ansia e tensione. Non si accorse dell’altra creatura vomitata dalla terra maledetta che l’aveva raggiunta alle spalle. L’Incubo indossava abiti ormai sporchi e laceri, ma il corpo era ancora in uno stato di decomposizione non avanzato. I lineamenti erano definiti e i due occhi che puntavano la sua vittima sembravano ancora vivi.”
― R.I.P. Requiescat In Pace
“She was fire, and light, and ash, and embers. She was Aelin Fireheart, and she bowed for no one and nothing, save the crown that was hers by blood and survival and triumph.”
― Queen of Shadows
― Queen of Shadows
“«Io non mi sposo, se mi dici che mi ami e vuoi stare con me» azzardai, con il respiro strozzato in gola e le mani gelide per la tensione.
Lui si volse verso di me. «Qui non si tratta di me, Serena» iniziò lui, ed ebbi un brivido di paura: non mi chiamava mai con il mio nome completo. «Non si tratta di Christian o di quello che provo per te. Se ti dicessi che ti amo e tu lo lasciassi e poi tra noi non funzionasse? La colpa sarebbe mia che ti ho portato via da lui.»
«Non capisco» tentai di stimolarlo a spiegarsi meglio.
«Tu devi lasciarlo perché vuoi farlo, non perché ci sono io di mezzo.»
Il silenzio si fece pesante e denso.
«Tu vuoi un figlio e vuoi sposarti, io questo non posso farlo» aggiunse lui dopo, distogliendo lo sguardo dal mio che si stava riempiendo di lacrime.
«Ho paura di restare sola» bisbigliai.
«Tutti abbiamo paura di restare soli, ma non si sposano solo per quel timore.»
Pensai che avevo avuto ragione. Nico non sarebbe mai stato mio marito e forse non avremmo avuto dei bei bimbi cicciotti che correvano per casa, ero disposta a rinunciare a quello per lui?
«Io sono innamorata di te, anche se non volevo accadesse. Ma tu cosa provi davvero per me?»
Nico tornò a fissarmi. Era strano, sembrava assente e lontano, freddo come il ghiaccio e pericoloso come la punta di un coltello, e con quello sguardo mi colpì al cuore, dritto, affondando la lama sino all’impugnatura. «Sei importante per me».
Tutto qui? Pensai subito. Solo quello, io ero importante, come poteva esserlo un cane o un animale domestico.
Con le lacrime agli occhi guardai le fiamme spietate nei suoi occhi, fiamme che mi stavano divorando l’anima e tutti i sentimenti che avevo dentro.
«Anche se provassi qualcosa per te, non te lo direi mai. Io sono così e sarò sempre così» aggiunse lui, poco dopo, scostandosi dal mio contatto, non solo da quello visivo. «Se devi piangere vai a farlo da un’altra parte, per favore» commentò lui, la voce fredda, priva di inflessioni che mi fece così male da farmi sentire i polmoni collassare.
Tutto lì. Niente Addio, Serena, niente Chiamami quando starai meglio, niente Scusami, sono un cretino.
Mi asciugai le lacrime dal viso, gli girai intorno, raccogliendo i miei vestiti che infilai velocemente e uscii dalla porta come ero entrata: sola.”
― Il mio lieto fine
Lui si volse verso di me. «Qui non si tratta di me, Serena» iniziò lui, ed ebbi un brivido di paura: non mi chiamava mai con il mio nome completo. «Non si tratta di Christian o di quello che provo per te. Se ti dicessi che ti amo e tu lo lasciassi e poi tra noi non funzionasse? La colpa sarebbe mia che ti ho portato via da lui.»
«Non capisco» tentai di stimolarlo a spiegarsi meglio.
«Tu devi lasciarlo perché vuoi farlo, non perché ci sono io di mezzo.»
Il silenzio si fece pesante e denso.
«Tu vuoi un figlio e vuoi sposarti, io questo non posso farlo» aggiunse lui dopo, distogliendo lo sguardo dal mio che si stava riempiendo di lacrime.
«Ho paura di restare sola» bisbigliai.
«Tutti abbiamo paura di restare soli, ma non si sposano solo per quel timore.»
Pensai che avevo avuto ragione. Nico non sarebbe mai stato mio marito e forse non avremmo avuto dei bei bimbi cicciotti che correvano per casa, ero disposta a rinunciare a quello per lui?
«Io sono innamorata di te, anche se non volevo accadesse. Ma tu cosa provi davvero per me?»
Nico tornò a fissarmi. Era strano, sembrava assente e lontano, freddo come il ghiaccio e pericoloso come la punta di un coltello, e con quello sguardo mi colpì al cuore, dritto, affondando la lama sino all’impugnatura. «Sei importante per me».
Tutto qui? Pensai subito. Solo quello, io ero importante, come poteva esserlo un cane o un animale domestico.
Con le lacrime agli occhi guardai le fiamme spietate nei suoi occhi, fiamme che mi stavano divorando l’anima e tutti i sentimenti che avevo dentro.
«Anche se provassi qualcosa per te, non te lo direi mai. Io sono così e sarò sempre così» aggiunse lui, poco dopo, scostandosi dal mio contatto, non solo da quello visivo. «Se devi piangere vai a farlo da un’altra parte, per favore» commentò lui, la voce fredda, priva di inflessioni che mi fece così male da farmi sentire i polmoni collassare.
Tutto lì. Niente Addio, Serena, niente Chiamami quando starai meglio, niente Scusami, sono un cretino.
Mi asciugai le lacrime dal viso, gli girai intorno, raccogliendo i miei vestiti che infilai velocemente e uscii dalla porta come ero entrata: sola.”
― Il mio lieto fine
“You are James Herondale, said Uncle Jem. As you always were. Part your mother, part your father, part yourself. I would not change any part of you if I could.”
― Nothing but Shadows
― Nothing but Shadows
Leggere Romanticamente
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Per tutti voi appassionati lettori del genere romance, paranormal romance e urban fantasy. Il nostro Blog: http://www.leggereromanticamente.com/ ECCO ...more
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Gruppo di lettura dedicato ai classici! Ogni due mesi un nuovo classico In lettura per giugno e luglio: Anna Karenina
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