Klaudinskla

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Momo
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Victor Hugo
“Quasimodo allora alzò nuovamente lo sguardo sull’egiziana di cui vedeva il corpo, appeso alla forca, fremere da lontano sotto l’abito bianco negli ultimi spasimi dell’agonia, poi li abbassò sull’arcidiacono disteso ai piedi della torre senza più forma umana, e disse con un singhiozzo dal profondo del petto: «Oh! Tutto ciò ce ho amato!»"

-Notre-Dame de Paris, V. Hugo”
Victor Hugo, The Hunchback of Notre Dame

Yasmina Reza
“Tutto ciò che di grande e bello c’è al mondo, gratta gratta, non è mai nato da un discorso razionale. Mai.”
Yasmina Reza, 'Art'

Victor Hugo
“Questo ucciderà quello. Il libro ucciderà l’edificio.
L’invenzione della stampa è il più grande avvenimento della storia. E’ la rivoluzione madre. E’ il completo rinnovarsi del modo di espressione dell’umanità, è il pensiero umano che si spoglia di una forma e ne assume un’altra, è il completo e definitivo mutamento di pelle di quel serpente simbolico che, da Adamo in poi, rappresenta l’intelligenza.
Sotto forma di stampa, il pensiero è più che mai imperituro. E’ volatile, inafferrabile, indistruttibile. Si fonde con l’aria. Al tempo dell’architettura, diveniva montagna e si impadroniva con forza di un secolo e di un luogo. Ora diviene stormo di uccelli, si sparpaglia ai quattro venti e occupa contemporaneamente tutti i punti dell’aria e dello spazio..
Da solido che era, diventa vivo. Passa dalla durata all’ immortalità. Si può distruggere una mole, ma come estirpare l’ubiquità? Venga pure un diluvio, e anche quando la montagna sarà sparita sotto i flutti da molto tempo, gli uccelli voleranno ancora; e basterà che solo un’arca galleggi alla superficie del cataclisma, ed essi vi poseranno, sopravvivranno con quella, con quella assisteranno al decrescere delle acque, e il nuovo mondo che emergerà da questo caos svegliandosi vedrà planare su di sé, alato e vivente, il pensiero del mondo sommerso.

Bisogna ammirare e sfogliare incessantemente il libro scritto dall'architettura, ma non bisogna negare la grandezza dell'edificio che la stampa erige a sua volta.
Questo edificio è colossale. E’ il formicaio delle intelligenze. E’ l’alveare in cui tutte le immaginazioni, queste api dorate, arrivano con il loro miele. L’edificio ha mille piani. Sulle sue rampe si vedono sbucare qua e là delle caverne tenebrose della scienza intrecciantisi nelle sue viscere. Per tutta la sua superficie l’arte fa lussureggiare davanti allo sguardo arabeschi, rosoni, merletti. La stampa, questa macchina gigante che pompa senza tregua tutta la linfa intellettuale della società, vomita incessantemente nuovi materiali per l’opera sua. Tutto il genere umano è sull’ impalcatura. Ogni spirito è muratore. Il più umile tura il suo buco o posa la sua pietra. Certo, è anche questa una costruzione che cresce e si ammucchia in spirali senza fine, anche qui c’è confusione di lingue, attività incessante, lavoro infaticabile, concorso accanito dell’umanità intera, rifugio promesso all’ intelligenza contro un nuovo diluvio, contro un’invasione di barbari. E’ la seconda torre di Babele del genere umano."

- Notre-Dame de Paris, V. Hugo”
Victor Hugo, The Hunchback of Notre-Dame

Victor Hugo
“Furono trovati tra tutte quelle carcasse raccapriccianti due scheletri di cui uno teneva l'altro strettamente abbracciato. Uno di questi due scheletri, che era quello di una donna, aveva ancora qualche brandello di una veste la cui stoffa doveva essere stata bianca e intorno al collo una collana di adrézarach con un sacchettino di seta, ornato di vetri verdi, che era aperto e vuoto. Quegli oggetti avevano così poco valore che senza dubbio il boia non li aveva voluti. L'altro, che teneva questo primo scheletro strettamente abbracciato, era lo scheletro di un uomo. Fu notato che aveva la colonna vertebrale deviata, la testa nelle scapole, e una gamba più corta dell'altra. Non aveva però alcuna rottura di vertebre alla nuca, ed era evidente che non era stato impiccato. L'uomo al quale apparteneva era dunque andato là, e là vi era morto.
Quando si cercò di staccarlo dallo scheletro che abbracciava, si disfece in polvere. "

- Notre-Dame de Paris, V. Hugo”
Victor Hugo, The Hunchback of Notre-Dame

Yasmina Reza
“Sotto le nuvole bianche, cade la neve.
Non si vedono né le nuvole, né la neve.
Né il gelo, né lo splendore candido della terra.
Un omino solo scivola sopra i suoi sci e va.
La neve cade.
Cade fino a che l’omino scompare tornando nella sua opacità.
Il mio amico Serge, un amico di tanti e tanti anni, ha comprato un quadro.
E’ una tela di circa un metro e sessanta per uno e venti.
Raffigura un uomo che attraversa lo spazio
e poi scompare.”
Yasmina Reza, 'Art'

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