Il caos mondiale governato da: 1. Rivoluzione economica mondiale, non è più l’Occidente a detenere maggior potere. 2. Cambiamento climatico 3. Demografia 4. Le nuove tecnologie. 5. Scontri interni e nazionalismo In questo capitolo dunque Giuliano Noci ci introduce al disordine mondiale, dopo gli ultimi decenni del 900 in cui tutto sembrava stabilito e avere un progresso lineare dal 2000 in poi cambia tutto.
- In riguardo al primo punto: l’Occidente non è più il leader mondiale. La Cina ha il 19% del PIL mondiale, l’India, Brasile, Indonesia crescono a dismisura, molto più dell’Europa. Stiamo quindi osservando una rivoluzione in cui l’Occidente presto non sarà al centro del mondo, aggiungo come la sua visione di civiltà, politica, filosofica potrà essere soppressa da altre ideologie e ritrovarci impreparati al futuro. La riduzione del volume di commercio mondiale è notevole, siamo passati dal 6% al 2% per quanto riguarda la crescita. Il libero scambio non è più come in precedenza, l’America cerca di non far arrivare semiconduttori alla Cina, la Cina cerca di ridurre le terre rare a disposizione degli americani. - Il cambiamento climatico c’è, è presente. Alluvioni, catastrofi naturali sono legati al cambiamento. In questa siccità che aumenterà sempre di più diventa ancora più importante l’acqua, definito il petrolio del XXI secolo. La Cina si batte con l’India per prevalere sui fiumi tibetani, il Medio Oriente scatena guerre per la scarsità d’acqua. La transizione ecologica non è la salvezza definita, anche perché il controllo delle terre rare e materie prime critiche è praticamente in mano alla Cina, l’Occidente dipenderà appunto in caso dovesse decidere completamente di spostarsi dai cinesi, i quali posseggono l’80% della produzione di pannelli solari e 60% di batteria richiesti dall’Occidente. In questo clima di dipendenza di terre rare viene comunque preferito il nazionalismo e protezionismo.
1. Rivoluzione economica mondiale, non è più l’Occidente a detenere maggior potere.
2. Cambiamento climatico
3. Demografia
4. Le nuove tecnologie.
5. Scontri interni e nazionalismo
In questo capitolo dunque Giuliano Noci ci introduce al disordine mondiale, dopo gli ultimi decenni del 900 in cui tutto sembrava stabilito e avere un progresso lineare dal 2000 in poi cambia tutto.
- In riguardo al primo punto: l’Occidente non è più il leader mondiale. La Cina ha il 19% del PIL mondiale, l’India, Brasile, Indonesia crescono a dismisura, molto più dell’Europa. Stiamo quindi osservando una rivoluzione in cui l’Occidente presto non sarà al centro del mondo, aggiungo come la sua visione di civiltà, politica, filosofica potrà essere soppressa da altre ideologie e ritrovarci impreparati al futuro. La riduzione del volume di commercio mondiale è notevole, siamo passati dal 6% al 2% per quanto riguarda la crescita. Il libero scambio non è più come in precedenza, l’America cerca di non far arrivare semiconduttori alla Cina, la Cina cerca di ridurre le terre rare a disposizione degli americani.
- Il cambiamento climatico c’è, è presente. Alluvioni, catastrofi naturali sono legati al cambiamento. In questa siccità che aumenterà sempre di più diventa ancora più importante l’acqua, definito il petrolio del XXI secolo. La Cina si batte con l’India per prevalere sui fiumi tibetani, il Medio Oriente scatena guerre per la scarsità d’acqua. La transizione ecologica non è la salvezza definita, anche perché il controllo delle terre rare e materie prime critiche è praticamente in mano alla Cina, l’Occidente dipenderà appunto in caso dovesse decidere completamente di spostarsi dai cinesi, i quali posseggono l’80% della produzione di pannelli solari e 60% di batteria richiesti dall’Occidente. In questo clima di dipendenza di terre rare viene comunque preferito il nazionalismo e protezionismo.