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“Otto minuti"
Misuro il tempo che resta negli otto,
necessari minuti alla cottura
per cucinare al dente gli spaghetti
come demiurgo della pastasciutta.
Il conto alla rovescia, l’acqua bolle
mentre sale la nebbia del vapore,
amidato profumo cereale.
Sento il sapore di una vita in bianco.”
― Il tempo perso in aeroporto
Misuro il tempo che resta negli otto,
necessari minuti alla cottura
per cucinare al dente gli spaghetti
come demiurgo della pastasciutta.
Il conto alla rovescia, l’acqua bolle
mentre sale la nebbia del vapore,
amidato profumo cereale.
Sento il sapore di una vita in bianco.”
― Il tempo perso in aeroporto
“L’eterno non contempla l’esistenza
di passato, presente e di futuro.
I secondi, i minuti, i giorni e gli anni
sono fissi, non passano perché
sincroni, non iniziano e finiscono.
Insieme, gli anni sono un giorno solo
e il nostro giorno è il giorno che viviamo.
È oggi che non diventa mai domani
e che mai ha conosciuto l’essere ieri.
Noi siamo prima di ogni tempo e il tempo,
senza tempo, non scorre né si perde.
Che tutto questo possa continuare
e che mai possa dire: «Sono stati».
L’eternità sia il nostro oggi per sempre.”
― Khalvat
di passato, presente e di futuro.
I secondi, i minuti, i giorni e gli anni
sono fissi, non passano perché
sincroni, non iniziano e finiscono.
Insieme, gli anni sono un giorno solo
e il nostro giorno è il giorno che viviamo.
È oggi che non diventa mai domani
e che mai ha conosciuto l’essere ieri.
Noi siamo prima di ogni tempo e il tempo,
senza tempo, non scorre né si perde.
Che tutto questo possa continuare
e che mai possa dire: «Sono stati».
L’eternità sia il nostro oggi per sempre.”
― Khalvat
“Non la chiamo patria, ma terra, casa
quella strada che nella lingua bella
si colora d’estate, la sera,
quasi di rosa e di viola.
Domenica che sale alle finestre…
La casa resta tale,
cambia terra e lingua.
In tasca la paura di volare,
di lavorare fino a sera.
Travolto da quel gorgo
che si chiama tempo e mondo,
rigetto il contratto che mi è concesso.
Mi volto verso la voce che chiama,
corro, salto, mi sbraccio
e non mi sono mosso di un passo.”
― In tasca la paura di volare
quella strada che nella lingua bella
si colora d’estate, la sera,
quasi di rosa e di viola.
Domenica che sale alle finestre…
La casa resta tale,
cambia terra e lingua.
In tasca la paura di volare,
di lavorare fino a sera.
Travolto da quel gorgo
che si chiama tempo e mondo,
rigetto il contratto che mi è concesso.
Mi volto verso la voce che chiama,
corro, salto, mi sbraccio
e non mi sono mosso di un passo.”
― In tasca la paura di volare
“Amore è esprimere
sempre lo stesso desiderio,
la cosa più triste
è cambiare da sogno a sogno.”
― In tasca la paura di volare
sempre lo stesso desiderio,
la cosa più triste
è cambiare da sogno a sogno.”
― In tasca la paura di volare
“Immensa consapevolezza
del tempo che passa,
di quello che resta.
Un biglietto di andata in tasca
vuota, invece, l’altra.”
― In tasca la paura di volare
del tempo che passa,
di quello che resta.
Un biglietto di andata in tasca
vuota, invece, l’altra.”
― In tasca la paura di volare






