Alexia Bianchini
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in Italy
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Member Since
March 2012
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https://www.goodreads.com/goodreadscomalexia
Alexia Bianchini hasn't written any blog posts yet.
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50 sfumature di Sci-Fi
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2013
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Cronache Infernali
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published
2014
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3 editions
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Minon
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published
2012
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3 editions
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Io vedo dentro te
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2012
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2 editions
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Fiabe Oscure
by
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2013
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Merry Christmas with Mr. Death
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published
2013
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Appunti e Spunti – Pronto soccorso per scrittori
by
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published
2013
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Stuck off!
by
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published
2013
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3 editions
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Il mondo dei soffi ardenti
by
—
published
2013
—
2 editions
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Symposium - Lungo la strada
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published
2012
—
3 editions
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Alexia’s Recent Updates
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Alexia Bianchini
has read
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Alexia Bianchini
has read
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“Trenta passi furono sufficienti per raggiungere la meta: in mezzo a una radura trovarono il corpo martoriato della strega. Era circondato da sei dei suoi gatti, impalati tutt’intorno nella piccola radura. L’odore acre del sangue rendeva l’aria irrespi-rabile, attirando insetti e animali. La scena era raccapricciante.
Fiamma tentò di resistere al senso di nausea. Si avvicinò al cadavere e scacciò le bestie.
Gli occhi della fattucchiera erano stati cavati dalle orbite e strisce nere di sangue essiccato rigavano il volto raggrinzito. Nella bocca, spalancata in un urlo silenzioso, era stata infilata a forza una grossa pietra e il corpo, obbligato a una postura indecente da pali e chiodi, si trovava supino, con le gambe di-varicate. Solo il ciondolo, una semplice sfera di cristallo inca-stonata nell’argento, non le era stato tolto.
Fiamma si chinò e cominciò a rimuovere i chiodi con un martello arrugginito che gli aguzzini avevano abbandonato al suolo, insieme a delle assi di legno.
Marcus rimase zitto e immobile per un attimo, poi, senza proferir parola, si avvicinò per aiutare.
Lei ordinò al ragazzo di scavare una fossa, poi con il suo aiuto sfilò il ciondolo dal collo della salma, come se sentisse il dovere di farlo, e depose il cadavere nella nuda terra.
«Mettiamo dentro anche tutti i suoi gatti?» chiese il giova-ne.
«Certamente» fu l’unica risposta che le uscì, anche se a-vrebbe tanto voluto piangere.”
― Il Cerusico
Fiamma tentò di resistere al senso di nausea. Si avvicinò al cadavere e scacciò le bestie.
Gli occhi della fattucchiera erano stati cavati dalle orbite e strisce nere di sangue essiccato rigavano il volto raggrinzito. Nella bocca, spalancata in un urlo silenzioso, era stata infilata a forza una grossa pietra e il corpo, obbligato a una postura indecente da pali e chiodi, si trovava supino, con le gambe di-varicate. Solo il ciondolo, una semplice sfera di cristallo inca-stonata nell’argento, non le era stato tolto.
Fiamma si chinò e cominciò a rimuovere i chiodi con un martello arrugginito che gli aguzzini avevano abbandonato al suolo, insieme a delle assi di legno.
Marcus rimase zitto e immobile per un attimo, poi, senza proferir parola, si avvicinò per aiutare.
Lei ordinò al ragazzo di scavare una fossa, poi con il suo aiuto sfilò il ciondolo dal collo della salma, come se sentisse il dovere di farlo, e depose il cadavere nella nuda terra.
«Mettiamo dentro anche tutti i suoi gatti?» chiese il giova-ne.
«Certamente» fu l’unica risposta che le uscì, anche se a-vrebbe tanto voluto piangere.”
― Il Cerusico
“Si sentiva diversa da tutti, ma aveva ora in mano la prova tangibile di non essere l’unica creatura della terra a essere da meno al resto del mondo.
Questa era una scoperta che apriva nuovi orizzonti. Doveva celare le conoscenze appena acquisite e scovare nuove notizie su quello che le accadeva intorno.
Non voleva più essere una marionetta, non più soggiogata e imbarazzata dalla sua diversità.
Quel libro le stava rivelando come non fosse la povera ra-gazzina deforme e incapace che aveva sempre creduto. Tra quelle pagine c’era una cosa che non aveva trovato e che fa-ceva sembrare tutti gli altri dei diversi. In quelle pagine non si parlava affatto di come difendersi dalla luce solare e non vi era descritto che dal suo calore ci si doveva nascondere nelle case. Non era il dono mortale di cui tanto aveva sentito parla-re. Da quello che c’era scritto si rischiava solo una lieve scot-tatura se la durata dell’esposizione era troppo prolungata, non la fine terrificante da lei sempre pensata, nulla di ciò di cui aveva tanto sentito parlare.”
― Ambra - I sospiri dei mezzosangue
Questa era una scoperta che apriva nuovi orizzonti. Doveva celare le conoscenze appena acquisite e scovare nuove notizie su quello che le accadeva intorno.
Non voleva più essere una marionetta, non più soggiogata e imbarazzata dalla sua diversità.
Quel libro le stava rivelando come non fosse la povera ra-gazzina deforme e incapace che aveva sempre creduto. Tra quelle pagine c’era una cosa che non aveva trovato e che fa-ceva sembrare tutti gli altri dei diversi. In quelle pagine non si parlava affatto di come difendersi dalla luce solare e non vi era descritto che dal suo calore ci si doveva nascondere nelle case. Non era il dono mortale di cui tanto aveva sentito parla-re. Da quello che c’era scritto si rischiava solo una lieve scot-tatura se la durata dell’esposizione era troppo prolungata, non la fine terrificante da lei sempre pensata, nulla di ciò di cui aveva tanto sentito parlare.”
― Ambra - I sospiri dei mezzosangue
“Si sentiva diversa da tutti, ma aveva ora in mano la prova tangibile di non essere l’unica creatura della terra a essere da meno al resto del mondo.
Questa era una scoperta che apriva nuovi orizzonti. Doveva celare le conoscenze appena acquisite e scovare nuove notizie su quello che le accadeva intorno.
Non voleva più essere una marionetta, non più soggiogata e imbarazzata dalla sua diversità.
Quel libro le stava rivelando come non fosse la povera ra-gazzina deforme e incapace che aveva sempre creduto. Tra quelle pagine c’era una cosa che non aveva trovato e che fa-ceva sembrare tutti gli altri dei diversi. In quelle pagine non si parlava affatto di come difendersi dalla luce solare e non vi era descritto che dal suo calore ci si doveva nascondere nelle case. Non era il dono mortale di cui tanto aveva sentito parla-re. Da quello che c’era scritto si rischiava solo una lieve scot-tatura se la durata dell’esposizione era troppo prolungata, non la fine terrificante da lei sempre pensata, nulla di ciò di cui aveva tanto sentito parlare.”
― Ambra - I sospiri dei mezzosangue
Questa era una scoperta che apriva nuovi orizzonti. Doveva celare le conoscenze appena acquisite e scovare nuove notizie su quello che le accadeva intorno.
Non voleva più essere una marionetta, non più soggiogata e imbarazzata dalla sua diversità.
Quel libro le stava rivelando come non fosse la povera ra-gazzina deforme e incapace che aveva sempre creduto. Tra quelle pagine c’era una cosa che non aveva trovato e che fa-ceva sembrare tutti gli altri dei diversi. In quelle pagine non si parlava affatto di come difendersi dalla luce solare e non vi era descritto che dal suo calore ci si doveva nascondere nelle case. Non era il dono mortale di cui tanto aveva sentito parla-re. Da quello che c’era scritto si rischiava solo una lieve scot-tatura se la durata dell’esposizione era troppo prolungata, non la fine terrificante da lei sempre pensata, nulla di ciò di cui aveva tanto sentito parlare.”
― Ambra - I sospiri dei mezzosangue
“Trenta passi furono sufficienti per raggiungere la meta: in mezzo a una radura trovarono il corpo martoriato della strega. Era circondato da sei dei suoi gatti, impalati tutt’intorno nella piccola radura. L’odore acre del sangue rendeva l’aria irrespi-rabile, attirando insetti e animali. La scena era raccapricciante.
Fiamma tentò di resistere al senso di nausea. Si avvicinò al cadavere e scacciò le bestie.
Gli occhi della fattucchiera erano stati cavati dalle orbite e strisce nere di sangue essiccato rigavano il volto raggrinzito. Nella bocca, spalancata in un urlo silenzioso, era stata infilata a forza una grossa pietra e il corpo, obbligato a una postura indecente da pali e chiodi, si trovava supino, con le gambe di-varicate. Solo il ciondolo, una semplice sfera di cristallo inca-stonata nell’argento, non le era stato tolto.
Fiamma si chinò e cominciò a rimuovere i chiodi con un martello arrugginito che gli aguzzini avevano abbandonato al suolo, insieme a delle assi di legno.
Marcus rimase zitto e immobile per un attimo, poi, senza proferir parola, si avvicinò per aiutare.
Lei ordinò al ragazzo di scavare una fossa, poi con il suo aiuto sfilò il ciondolo dal collo della salma, come se sentisse il dovere di farlo, e depose il cadavere nella nuda terra.
«Mettiamo dentro anche tutti i suoi gatti?» chiese il giova-ne.
«Certamente» fu l’unica risposta che le uscì, anche se a-vrebbe tanto voluto piangere.”
― Il Cerusico
Fiamma tentò di resistere al senso di nausea. Si avvicinò al cadavere e scacciò le bestie.
Gli occhi della fattucchiera erano stati cavati dalle orbite e strisce nere di sangue essiccato rigavano il volto raggrinzito. Nella bocca, spalancata in un urlo silenzioso, era stata infilata a forza una grossa pietra e il corpo, obbligato a una postura indecente da pali e chiodi, si trovava supino, con le gambe di-varicate. Solo il ciondolo, una semplice sfera di cristallo inca-stonata nell’argento, non le era stato tolto.
Fiamma si chinò e cominciò a rimuovere i chiodi con un martello arrugginito che gli aguzzini avevano abbandonato al suolo, insieme a delle assi di legno.
Marcus rimase zitto e immobile per un attimo, poi, senza proferir parola, si avvicinò per aiutare.
Lei ordinò al ragazzo di scavare una fossa, poi con il suo aiuto sfilò il ciondolo dal collo della salma, come se sentisse il dovere di farlo, e depose il cadavere nella nuda terra.
«Mettiamo dentro anche tutti i suoi gatti?» chiese il giova-ne.
«Certamente» fu l’unica risposta che le uscì, anche se a-vrebbe tanto voluto piangere.”
― Il Cerusico












































