Discover new books on Goodreads
See if your friends have read any of Sara Morace's books
Sara Morace

Sara Morace’s Followers (2)

member photo
member photo

Sara Morace



Average rating: 4.04 · 23 ratings · 1 review · 10 distinct works
ORIGINE DONNA. Dal matrismo...

3.78 avg rating — 9 ratings — published 1993 — 3 editions
Rate this book
Clear rating
El origen femenino de la hu...

by
3.67 avg rating — 3 ratings — published 2012
Rate this book
Clear rating
I racconti di domani

3.33 avg rating — 3 ratings — published 2008
Rate this book
Clear rating
Il senso dell'umanità. L'im...

by
it was amazing 5.00 avg rating — 2 ratings — published 2005 — 2 editions
Rate this book
Clear rating
Terzo tempo

really liked it 4.00 avg rating — 2 ratings
Rate this book
Clear rating
L'origine femminile dell'Um...

by
it was amazing 5.00 avg rating — 1 rating — published 2012
Rate this book
Clear rating
Prime nella vita comune. Im...

by
it was amazing 5.00 avg rating — 1 rating
Rate this book
Clear rating
Sessualità, Erotismo, Amore

by
it was amazing 5.00 avg rating — 1 rating — published 2009
Rate this book
Clear rating
El desafío más grande (Huma...

by
it was amazing 5.00 avg rating — 1 rating
Rate this book
Clear rating
Tercer tiempo: mujeres, pat...

0.00 avg rating — 0 ratings
Rate this book
Clear rating
More books by Sara Morace…
Quotes by Sara Morace  (?)
Quotes are added by the Goodreads community and are not verified by Goodreads. (Learn more)

“- Hai parlato con qualcuna di loro?
La vecchia chinò il capo, quella Irani vedeva lontano, sarebbe stata la prossima Madre. Questo la rasserenò un poco.
- Sì, ho parlato con una donna.
- E cosa ti ha detto?
- Le ho chiesto cosa fosse successo al suo popolo. «Ha dimenticato», mi ha risposto. «Ha dimenticato che la vita viene prima della morte, che le donne vengono prima degli uomini, che la natura viene prima ancora». Le ho chiesto da quanto tempo avesse dimenticato. «Alcune migliaia di anni», mi ha risposto. «Può la tua gente recuperare la memoria?» le ho chiesto. «Certo, quelli come me non l’hanno mai persa». «Perché non glielo insegni?». «Lo faccio, ma è difficile. L’abbiamo sempre fatto, ma è stato difficile. Tante donne, meno uomini. Siamo stati isolati, perseguitati, uccisi, bruciati, ma l’abbiamo fatto e continueremo a farlo». «Chi ha fatto perdere la memoria a tutta questa gente?». «La paura, la violenza, la pigrizia, l’abitudine. Ci furono uomini che hanno pensato di poter possedere altri uomini, anzi prima di tutto di poter possedere donne e bambini, e se li presero con la forza bruta. Gli altri protestarono ma finirono col subire. Persino le donne accettarono, non tutte ma la maggioranza. La storia è lunga ma vedi tu stessa come viviamo adesso». «State vivendo alla rovescia. Come fate a vivere alla rovescia?». «Con molta sofferenza, rincorrendo la felicità, cercando la gioia anche dove sembra ci sia solo dolore, affannosamente, sapendo in qualche modo che tutto potrebbe essere diverso». «La Dea ha permesso tutto ciò?». «Gli umani l’hanno permesso. La Dea è stata scelta dagli umani. Ora è pieno di Dei maschi». «Come andrà a finire?». «Ritroveremo la memoria, ma non basterà, dobbiamo inventare un nuovo modo di vivere». «Non è sufficiente rimettere semplicemente le cose a posto, come sono per il mio popolo?». Mi ha sorriso e ha scosso la testa. Poi mi sono svegliata.”
― Sara Morace

“L'opera primaria di leader, di apripista e di creatrici principali non sempre porta a risultati positivi; è importante evitare una visione ingenua per cui tutto ciò che proviene dalle donne va bene. L'opera svolta dalle donne è fondamentale - e qui si esprime già un giudizio di valore - perché riguarda la vita, non è una primarietà "tecnica". Se il parametro di giudizio è lo schieramento etico per la vivibilità contro l'uccidibilità, allora questa primarietà risulta decisiva per l'affermazione della vita, tanto più oggi in un mondo in cui i messaggi di morte sono preminenti mentre quelli legati alla vita stentano, faticano ad affermarsi organicamente, anche se nell'esistenza prevalgono, altrimenti la nostra specie starebbe per estinguersi. Le donne sono state protagoniste anche di creazioni negative, come l'inizio di autoalienazione - comunque imparagonabile all'autoalienazione delle religioni monoteiste -, legata all'invenzione di una figura femminile al di sopra dell'umano, sacra, che regola sia il mondo naturale sia la comunità. Le donne come genere nella loro opera costante in favore della vita hanno agito anche con grandi difetti di coscienza, con una capacità universalizzante insufficiente, ad esempio concependo ed interpretando la forte tensione all'accudimento in chiave privatista, egoista, addirittura competitiva con altri gruppi umani. Possedere speciali facoltà creative non basta, queste vanno costantemente interpretate: il compiacere per esempio può essere inteso sia come "provare piacere con" sia, in senso negativo, fare qualcosa per far piacere ad altri, ai maschi in particolare, per ottenerne dei vantaggi.
Per questo parliamo di fattualità e di potenzialità di una superiorità che per essere tale va scelta, non ha uno svolgimento predeterminato. Essa radica in una primarietà, in una primigenìa ricca e incompiuta ma anche largamente impedita, laddove l'incompiutezza è precedente all'instaurazione del patriarcato e con tutta probabilità è ciò che ha favorito la sua affermazione, e l'impedimento, questo sì, deriva dall'opera funesta del patriarcato che ha ostacolato il riconoscimento e lo svolgimento della primigenìa. Non è stato un impedimento assoluto, ci sono state tante eccezioni, per ora ne conosciamo soltanto una parte; nella storia del patriarcato ci sono state continue infrazioni da parte di donne che, in un modo o nell'altro, si sono sottratte, hanno scelto di essere differenti, spesso isolate, talvolta creando dei gruppi.
Se l'essere prime da parte delle donne, se la primigenìa in tutte le sfere dell'esistenza fosse stata avversata e negata dai maschi fin dall'inizio la specie umana non si sarebbe affermata. È possibile rintracciare nel passato un riconoscimento elementare, intuitivo, ma determinante di questo prius e della sua naturalità (in questo caso il concetto di naturalità va inteso distinto da quello di natura umana). Con tutta probabilità le primitive e i primitivi ragionavano della natura e dell'umanità come di un unicum, delle donne e degli uomini come facenti parte della natura prima, non pienamente consapevoli della propria stessa emersione. Questo riconoscimento era intuitivo ma molto forte, tant'è vero che tutte le sacralizzazioni e poi le religioni sono nate al femminile e che anche le principali figure, i più importanti simboli e suggestioni delle religioni patriarcali sono femminili o sono reinterpretazioni di simboli legati alla figura femminile.”
― Sara Morace, L'origine femminile dell'Umanità. Dialoghi, lezioni, articoli

“Per quanto riguarda l’attualità e il futuro: non si tratta di mutuare il modo di vivere e di pensare delle primitive e dei primitivi, tornando indietro a prima del patriarcato, ma di teorizzare e progettare l’essere migliori e vivere meglio anche capendo che l’intuizione elementare del prius femminile è stato parte dell’affermazione e dell’emersione della specie umana. Lo sfalso non spiega tutto. L’umanità ha tutt’altro che risolto il problema dell’oppressione patriarcale e affrontarlo è complicato. I maschi non devono far finta di non far parte del loro genere, devono provare a schierarsi attivamente contro le caratteristiche peggiori e poter riconoscere quelle più positive. Non è possibile omettere il passaggio di riconoscimento di appartenenza al genere maschile, e uso il termine appartenenza perché solitamente è proprio un’appartenenza di clan, di banda, dalla quale non ci si può dissociare passivamente. Lo si può fare solo in modo attivo, a partire dagli ambiti che si frequentano. Lo sfalso perenne può essere interpretato e immaginato dalle donne positivamente per il futuro, non come una dannazione al multi-tasking ma come potenzialità a vantaggio di una specie che è unitaria, che condivide una contemporaneità rispetto all’essere, rappresentare e agire. Una riflessione da impostare che qui accenno come tema da esplorare riguarda gli aspetti morali sottesi a questo sfalso, perché la preminenza nel genere femminile della preoccupazione per la vivibilità e per il bene, anche se intesa in maniera riduttiva o talvolta in maniera sbagliata, ritengo inerisca la morale, oltre che la capacità di percezione, di attenzione, di sguardo d’assieme.”
― Sara Morace, L'origine femminile dell'Umanità. Dialoghi, lezioni, articoli



Is this you? Let us know. If not, help out and invite Sara to Goodreads.