#5

#6

Italo Calvino: L'italiano, una lingua tra le altre lingue (1965)

Una buona traduzione italiana di un libro straniero (riferiamoci al campo dove tutto e' piu' difficile: la letteratura) puo' conservare un qualche saporino dell'originale; un libro di scrittore italiano tradotto in meglio possibile in qualsiasi altra lingua conserva del suo sapore originale una parte molto minore, o nulla del tutto. (Da cio' la fortuna all'estero di vari scrittori italiani "a esser tradotti ci guadagnano".)
(^a causa della grande duttilita' del italiano)

Quel che voglio dire e' che chi scrive per comunicazione dovrebbe (sto parlando anche per me stesso) rendersi contiuamente conto del grado di traducibilita'.

Se riusciamo a leggerci mentre scriviamo, (ci sono tanti, anche tra gli scrittori, che non sono capaci di leggersi, né mentre scrivono né dopo; vedono sul foglio una nuvoletta coi loro pensieri dentro, non le parole scritte), se riusciamo a sdoppiarci e a moltiplicarci in lettori diversi e abituati a usare altre "codici", potremo anche fare discorsi difficilmente traducibili ma sapendo di farli. E allora forse la complessita' linguistica come limitazione si potra' trasformare in complessita' linguistica come ricchezza, come capitale tesaurizzabile dalla lingua.

-> Kakšna je prevedljivost slovenščine? Pisati z mislijo na angleški prevod in na koncu napisati besedilo, ki bo v najboljšem primeru spominjalo na angleški prevod, le bleda senca prave slovenščine?

Una pietra sopra discorsi di letteratura e società by Italo Calvino
 •  0 comments  •  flag
Share on Twitter
Published on August 31, 2017 13:34 Tags: calvino
No comments have been added yet.