a.g.e. montagner > a.g.e. montagner's Quotes

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  • #1
    Octavia E. Butler
    “There is nothing new under the sun, but there are new suns.”
    Octavia E. Butler

  • #2
    Ursula K. Le Guin
    “How does one hate a country, or love one? Tibe talks about it; I lack the trick of it. I know people, I know towns, farms, hills and rivers and rocks, I know how the sun at sunset in autumn falls on the side of a certain plowland in the hills; but what is the sense of giving a boundary to all that, of giving it a name and ceasing to love where the name ceases to apply? What is love of one's country; is it hate of one's uncountry? Then it's not a good thing. Is it simply self-love? That's a good thing, but one mustn't make a virtue of it, or a profession... Insofar as I love life, I love the hills of the Domain of Estre, but that sort of love does not have a boundary-line of hate. And beyond that, I am ignorant, I hope.”
    Ursula K. Le Guin, The Left Hand of Darkness

  • #3
    Samuel Beckett
    “What is that unforgettable line?”
    Samuel Beckett

  • #4
    Mark Twain
    “If you tell the truth, you don't have to remember anything.”
    Mark Twain

  • #5
    Alan             Moore
    “People shouldn't be afraid of their government. Governments should be afraid of their people.”
    Alan Moore, V for Vendetta

  • #6
    Neil deGrasse Tyson
    “In 2002, having spent more than three years in one residence for the first time in my life, I got called for jury duty. I show up on time, ready to serve. When we get to the voir dire, the lawyer says to me, “I see you’re an astrophysicist. What’s that?” I answer, “Astrophysics is the laws of physics, applied to the universe—the Big Bang, black holes, that sort of thing.” Then he asks, “What do you teach at Princeton?” and I say, “I teach a class on the evaluation of evidence and the relative unreliability of eyewitness testimony.” Five minutes later, I’m on the street.

    A few years later, jury duty again. The judge states that the defendant is charged with possession of 1,700 milligrams of cocaine. It was found on his body, he was arrested, and he is now on trial. This time, after the Q&A is over, the judge asks us whether there are any questions we’d like to ask the court, and I say, “Yes, Your Honor. Why did you say he was in possession of 1,700 milligrams of cocaine? That equals 1.7 grams. The ‘thousand’ cancels with the ‘milli-’ and you get 1.7 grams, which is less than the weight of a dime.” Again I’m out on the street.”
    Neil deGrasse Tyson, Space Chronicles: Facing the Ultimate Frontier

  • #7
    Neil deGrasse Tyson
    “We spend the first year of a child's life teaching it to walk and talk and the rest of its life to shut up and sit down. There's something wrong there.”
    Neil deGrasse Tyson

  • #8
    Predrag Matvejević
    “Alla stregua degli olandesi, i veneziani sono stati costretti a strappare la terra al mare, un pezzetto alla volta, per poter restare sulla terraferma, o semplicemente all'asciutto.”
    Predrag Matvejević, The Other Venice: Secrets of the City

  • #9
    William Gibson
    “The street finds its own uses for things.”
    William Gibson

  • #10
    William Gibson
    “The sky above the port was the color of television, tuned to a dead channel.”
    William Gibson, Neuromancer

  • #11
    Predrag Matvejević
    “A volte si cita non solo per dimostrare in un modo dotto e pedante quello che si è imparato o che si vuole insegnare ad altri. Lo si fa anche per uscire dalla solitudine, per essere accompagnato, sulla via dell'incertezza, da una voce vicina o confortante.”
    Predrag Matvejević, The Other Venice: Secrets of the City

  • #12
    Predrag Matvejević
    “Sono del tutto diversi tra loro i tramonti e le albe sui versanti orientale e occidentale, là dove comincia Castello o dove finisce S. Croce, nei pressi del Magazzini del Sale o dell'Arsenale. Forse sarebbe opportuno spostarsi da una parte all'altra di quello che fu detto il Golfo di Venetia, attraversare l'Adriatico intero da un capo all'altro per rendersi conto delle differenze. Da quella sponda il sole al tramonto si adagia sulla superficie del mare e vi affonda, da quest'altra, alla fine del giorno, si corica dietro le alture della terraferma e sparisce. Sul litorale orientale le popolazioni hanno coniato la parola suton derivata da «sun(ce)» e «ton(e)» ― nel significato di sole (che) affonda. Su quello occidentale, appenninico, il tramonto viene da «tra (i) monti» ― il sole che si precipita in mezzo alle montagne o le rive stesse. Sull'una e sull'altra sponda le lingue si sono adeguate al sole.”
    Predrag Matvejević, The Other Venice: Secrets of the City

  • #13
    Predrag Matvejević
    “C'è migliore prova di cosmopolitismo nell'intero Mediterraneo?
    Quelli che arrivano a Venezia dai vari centri dell'Europa vi incontrano l'Oriente. Per le popolazioni dei Balcani e del Vicino Oriente, invece, Venezia è al tempo stesso Europa e Occidente! Gli uni vedono in essa le origini di Bisanzio, gli altri la fine. Venetiae quasi alterum Bysantium ― sono le parole del celebre cardinale Bessarione, che a suo tempo arricchì la Biblioteca di San Marco con i tesori librari della bizantina Costantinopoli. Nella sua saggezza, Venezia non volle sul proprio territorio lo scontro fra bizantinità e romanità che invece ha dilaniato alcune regioni dei Balcani. Qui sta una delle caratteristiche di questa città. Il «divano orientale-occidentale» non è in nessun luogo così largo e soffice come in questo spazio esiguo e scomodo.”
    Predrag Matvejević, The Other Venice: Secrets of the City

  • #14
    Predrag Matvejević
    “A Venezia la ruggine è sfarzosa. La patina somiglia ad una doratura.”
    Predrag Matvejević, The Other Venice: Secrets of the City

  • #15
    Jorge Luis Borges
    “El hecho es que la participación de un dragón en la epopeya de Beowulf parece disminuirla a nuestro ojos. Creemos en el león como realidad y como símbolo; creemos en el minotauro como símbolo, ya que no como realidad; pero el dragón se el menos afortunado de los animales fabulosos.”
    Jorge Luis Borges, Literaturas germánicas medievales

  • #16
    “Può non essere sempre evidente ed esplicito nella forma del nome il nesso necessario con la sua ragione prima, ma ciò è dovuto soltanto all'ignoranza degli uomini, alla fuga del tempo, ed i sapienti, i saggi, i maghi e gli dèi sono tali in ragione delle loro maggiore o assoluta conoscenza di questi nessi. In origine ogni nome è una kenning. Ora essa, qual è praticata dagli scaldi, ci appare nel suo aspetto intellettualistico e concettoso di indovinello, nel riferimento ad una sapienza esclusiva ed esoterica, ma nostro è l'abbaglio nel percepirla così: nella struttura e nel senso suo più genuino essa è il modello originario del nome nel mito, un modello che può riflettersi in sé, nei suoi elementi costitutivi, all'infinito; primo e ultimo frutto dello sforzo di appropriazione del passato e del presente, di fare il mito.”
    Giorgio Dolfini, The Prose Edda: Norse Mythology

  • #17
    Kevin Crossley-Holland
    “Many things that seem not to exist are simply in the Dwarfs' safekeeping.”
    Kevin Crossely-Holland

  • #18
    “Una parola specifica in norreno che dica 'mito' propriamente non esiste, potrebbe essere 'accadimento' oppure 'storia' o 'saga': per Snorri, ci sembra, quella che più si avvicina all'essenza del mito è la parola per 'ricordo', 'ricordare'. È sorprendente come riappaia più volte nella narrazione il 'ricordo' degli dèi: gli dèi si adunano e parlano e rammemorano quanto è avvenuto o quanto essi hanno compiuto, e questo par costituire agli occhi del narratore l'atto più proprio del loro sacro consesso. Il memorare, quasi che il ricordo costituisca un atto di vera e propria creazione, o forse, più pianamente, l'unico mezzo di conferma della realtà o verità cui riferirsi nella sconcertante poliedricità delle apparenze. Il ricordo è così l'unica vera esperienza del mito, il tempo del mito e la prospettiva della memoria secolare dell'uomo fino alla sua origine divina.”
    Giorgio Dolfini, The Prose Edda: Norse Mythology

  • #19
    China Miéville
    “Is it more childish and foolish to insist that there is a conspiracy or that there is not?”
    China Miéville, The City & the City

  • #20
    China Miéville
    “There is no case,” he told her. “There’s a series of random and implausible crises that make no sense other than if you believe the most dramatic possible shit. And there’s a dead girl at the end of it all.”
    China Miéville, The City & The City

  • #21
    China Miéville
    “Volunteering’s an early and strong indication that you’re not suited,” he said.”
    China Miéville, The City & the City

  • #22
    China Miéville
    “A common form of establishment, for much of Besźel’s history, had been the DöplirCaffé: one Muslim and one Jewish coffeehouse, rented side by side, each with its own counter and kitchen, halal and kosher, sharing a single name, sign, and sprawl of tables, the dividing wall removed. Mixed groups would come, greet the two proprietors, sit together, separating on communitarian lines only long enough to order their permitted food from the relevant side, or ostentatiously from either and both in the case of freethinkers. Whether the DöplirCaffé was one establishment or two depended on who was asking: to a property tax collector, it was always one.”
    China Miéville, The City & the City

  • #23
    China Miéville
    “...If she were studying Orciny, and there might be excellent reasons to do so, she'd be doing her doctorate in Folklore or Anthropology or maybe Comp Lit. Granted, the edges of disciplines are getting vague. Also that Mahalia is one of a number of young archaeologists more interested in Foucault and Baudrillard than in Gordon Childe or in trowels.”
    China Miéville, The City & the City

  • #24
    Halldóra K. Thoroddsen
    “Gli adolescenti in famiglia vanno a trovarla di tanto in tanto, con problemi di cui non possono parlare ai genitori. La generazione di mezzo si è costruita la propria visione e l'ha inchiodata per bene. [...] Solo con una visione del mondo univoca e fissa si ha la libertà di lavorare in pace. Gli anni da dedicare al lavoro sono appena qualche decina. Per questo gli adulti non vedono le conquiste del loro stesso lavoro, l'ombra che proiettano; a farlo sono sempre i nuovi giovani. Ciascuno è bloccato nel suo tempo. La vecchiaia non è altrettanto vincolata al tornaconto economico. I giovani e i vecchi potrebbero dialogare, ma il giorno d'oggi non offre molte possibilità di contatto fra generazioni diverse.”
    Halldóra K. Thoroddsen, Tvöfalt gler

  • #25
    Halldóra K. Thoroddsen
    “I bambini si avventurano dentro le fiabe senza paura della fantasia. Sanno per istinto di aver bisogno della fiaba, perché faccia loro da guida nella vita interiore.”
    Halldóra K. Thoroddsen, Tvöfalt gler

  • #26
    Halldóra K. Thoroddsen
    “Benché parli e legga qualche altra lingua, si sente a suo agio soltanto nella propria lingua madre. Nelle altre si sente forestiera. Lei abita nell'antica lingua d'Islanda, che le piaccia o meno. La rivoluzione delle vocali lunghe ha di certo avuto un ascendente più forte nella sua vita che non quella democratica o quella industriale.”
    Halldóra K. Thoroddsen, Tvöfalt gler

  • #27
    Halldóra K. Thoroddsen
    “Ogni generazione si rintana nel proprio settore, infanzia e vecchiaia sono destinate all'isolamento. Urliamo nella nostra caverna e sentiamo soltanto la nostra eco.”
    Halldóra K. Thoroddsen, Tvöfalt gler

  • #28
    Andri Snær Magnason
    “Sullo schermo le diapositive continuano a scorrere: adesso sono più che altro foto di loro due sugli sci. Il nonno trasporta legname nel rifugio sopra la Draumadalur, nei Bláfjöll. Il rifugio si chiamava Himnaríki, che significa «paradiso». Quindi Himnaríki í Draumadalur sarebbe «un paradiso nella valle dei sogni». [...]
    «Il nome Himnaríki creava qualche malinteso», dice la nonna sorridendo. «Una volta la nostra amica Magga era in autobus con il figlio, che le chiese: "Dov'è papà?" "È in paradiso con Árni", rispose lei. "E quando torna?" "Lunedì". Sull'autobus c'era un prete, che le toccò il braccio e le disse con profonda partecipazione, ma molto serio: "Deve dire la verità al bambino, cara signora!"»”
    Andri Snær Magnason, Um tímann og vatnið

  • #29
    Andri Snær Magnason
    “Anche se la spudorata devastazione di quel luogo tanto speciale mi rattristava molto, ho optato per parole che tutti potessero considerare sensate e adeguate. Ho usato il linguaggio predominante del liberismo, dell'innovazione, dell'utilitarismo e del marketing. Ho parlato dell'importanza di quella zona per l'immagine dell'Islanda, delle sue potenzialità per il mercato turistico, del suo valore per la ricerca scientifica e della possibilità che gli altipiani interni fossero utilizzati come set cinematografici o pubblicitari, attirando così valuta straniera. [...] Ma viviamo in tempi in cui è il denaro a misurare la realtà. Non potevo giustificare il diritto della natura all'esistenza e il suo valore argomentando che lì si trovavano i vasti silenti spazi degli dei.”
    Andri Snær Magnason, Um tímann og vatnið

  • #30
    Andri Snær Magnason
    “Molte persone hanno avuto negli ultimi mesi la sensazione di vivere un'apocalisse, ma occorre ricordare che il significato della parola greca apokálypsis è «rivelazione». In questo senso i fatti recenti sono stati un'apocalisse: hanno rivelato la nsotra vulnerabilità, lo smog, le nostre catene di distribuzione, la competenza o incompetenza dei governi, le disparità e i privilegi. Ci hanno mostrato che la salute non è una questione individuale, perché la salute di ogni individuo del pianeta è legata alla salute di ogni altro individuo del pianeta ― e che la salute di tutti dipende a sua volta dalla salute degli ecosistemi della Terra.”
    Andri Snær Magnason, Um tímann og vatnið



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