Ekaterina Kuznetsov Quotes

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Chiara Cilli
“«Lascia che si avvicini con i suoi tempi, nel modo che preferisce. Studia ogni sua minima reazione a ogni tuo gesto. Lascia che tenti di carpire i tuoi pensieri». Mi si fermò di fronte, osservandomi con intensità. «Guardalo». Mi chiuse la mano a coppa sotto il mento per sollevare il mio viso verso il suo. «Con questi occhi. Fagli credere di essere in grado di vederlo. Spingilo a provare dei sentimenti per te». Le sue dita affondarono con forza nelle mie guance, mentre ringhiava: «E fa’ sì che lo strangolino fino a ridurlo in cenere».
Proprio quando pensavo che la mia mandibola si sarebbe sbriciolata sotto la sua morsa, lei la allentò gradualmente, trasformandola in una carezza carica di significato.
«Danza per me, Ekaterina», mi comandò, in tono saturo di lussuria. «Come non hai mai fatto prima».”
Chiara Cilli, Non Toccarmi

Chiara Cilli
“Le strinsi l’avambraccio a mia volta, lo sguardo lontano dal suo. Era stata la mia allieva migliore, l’unica di cui fossi veramente fiero, anche se non gliel’avevo mai detto. Era stata quanto di più vicino a un’amica avessi mai avuto.
E ora ci stavamo dicendo addio.
Senza parole.
Senza guardarci.
Con una semplice, grande stretta.”
Chiara Cilli, Per Sconfiggerti

Chiara Cilli
“Mi riempii i polmoni di ossigeno e tornai a guardarla dall’alto in basso, impassibile. «Voglio parlare con la campionessa.»
Sorpresa e astio balenarono sul suo viso, il suo sguardo vagò in tutte le direzioni. «Non qui», replicò, la voce improvvisamente rauca.
Indietreggiò, il respiro sempre più trafelato.
«Sì», feci spietato. «Qui.»”
Chiara Cilli, Per Combatterti

Chiara Cilli
“No, il sangue non c’era più.
Ma c’era qualcos’altro.
Era sorto nel suo sguardo, era passato nel mio.
Una scossa.
Un riconoscimento.
Un legame.
Lo sentii divamparmi dentro, mentre la sua mano indugiava sulla mia guancia. Ne avvertivo il calore anche attraverso la stoffa.
Un calore che gridava salvezza.
Un calore che sussurrava morte.”
Chiara Cilli, Non Toccarmi

Chiara Cilli
“«Non stai tentando di scappare», constatò avanzando, la voce tanto lugubre da farmi accapponare la pelle.
Perché quella non era la sua voce.
«Non stai urlando». Si fermò davanti al tavolo, sondando i miei occhi. «Non stai piangendo». Si puntellò con i pugni sulla superficie piana, sporgendosi appena verso di me per bisbigliare: «Questo non è normale».”
Chiara Cilli, Non Fidarti di Me

Chiara Cilli
“«Tu puoi. È la tua mente. Hai tu il controllo».
«Non ce l'ho più da molto tempo».
«Allora riprenditelo e di' basta».”
Chiara Cilli, Non Fidarti di Me

Chiara Cilli
“Era come la sabbia in una clessidra: granello dopo granello, stava precipitando.
E non faceva nulla per impedirlo.”
Chiara Cilli, Non Toccarmi

Chiara Cilli
“«Non eri ridicola», asserì l’uomo.
Schiacciai il pulsante di avviamento, scattando con lo sguardo su di lui. «No?»
Ora, Ekaterina.
Tenni i suoi occhi ancorati ai miei, mentre aggiravo il bancone e lo raggiungevo. Armand ruotò il corpo verso di me, una mano stretta attorno al bicchiere e l’altra nella tasca del pantalone. Mi ero avvicinata quel tanto che bastava per invadere il suo spazio personale.
Quel tanto che bastava perché un balenio famelico ardesse nelle sue iridi.
«E com’ero?»”
Chiara Cilli, Non Toccarmi

Chiara Cilli
“«Non ti avvicinare! Che cosa sei? Un signore della droga? Gestisci un commercio illegale di armi? Un traffico di esseri umani?»
«Katerina…»
«Dimmelo!»
«Sono l’uomo che ieri sera ti ha salvato ed è rimasto qui con te per tutta la notte. Per non lasciarti sola. Questo è tutto ciò che conta».”
Chiara Cilli, Non Toccarmi

Chiara Cilli
«Non funziona così», ansimai. «Io non…» Boccheggiai, prendendo a sberle il suo braccio. «Non posso… controllarla.»
«Allora devi imparare», mi ingiunse, il tono sommesso che portava con sé un ordine che avrebbe cambiato tutto. «Devi imparare a chiamarla, quando hai bisogno di lei. Devi imparare a parlare con lei. Ma soprattutto», aggiunse lasciandomi andare, «devi
rimanere quando è lei al comando.»
Chiara Cilli, Non Toccarmi

Chiara Cilli
“«Armand, guardami», mi ingiunse.
Lo feci, il respiro affannato.
Intrecciò le nostre dita, stringendo con risolutezza. «Sono le mie mani.»
Le guardai per esserne sicuro.
«Sei qui con me.»
Le strinsi a mia volta per averne la certezza.
«Vedimi.»”
Chiara Cilli, Non Toccarmi

Chiara Cilli
“«Perché hanno paura di te», fu la fosca replica.
Lei prese il fusto e impegnò le guide con il carrello, tenendolo arretrato oltre la posizione di riposo mentre introduceva il chiavistello di bloccaggio, poi saettò con lo sguardo rapace su André.
«E mi piace», disse, lasciando andare il carrello di colpo per udire quel melodioso scatto echeggiare nella stanza angusta.
No.
«Non è vero», ribatté André, girandosi.
Lei, che aveva allungato una mano verso il caricatore, si fermò di soprassalto. Non sapeva se essere più infastidita dal fatto che lui avesse completato la frase di Ekaterina nella sua mente, o dal fatto che le avessero dato della bugiarda.
«Cosa te lo fa credere?» domandò a entrambi, gli occhi bassi sulle coperte.
L’espressione di Ekaterina era penetrante.
Quello che provi tu, provo io.
Chiara Cilli, Non Tradirmi

Chiara Cilli
“«Ho provato a prendere il controllo in tutti i modi, ma era come se essere vicina ad Armand l’avesse resa più… forte. Più stupida.» Sputò fuori quell’ultimo aggettivo con asprezza. «Più lo lasciava parlare, più lo ascoltava, e più la perdevo.»”
Chiara Cilli, Non Tradirmi

Chiara Cilli
“«Eri il piano B, non è vero?» Il suo sguardo accusatorio la impalò come una lancia. «Nel caso avessi fallito. Il tuo compito era uccidere me e lui.»
«E tuttavia», fece lei inespressiva, «tu respiri ancora.» Si volse di nuovo verso la finestra, osservando le nubi addensarsi sempre di più e il vento incominciare a smuovere le fronde degli alberi. «A quanto pare, abbiamo fallito entrambe, quel giorno.»”
Chiara Cilli, Non Tradirmi

Chiara Cilli
“Perché un campione doveva ucciderne un altro.
Era quello, il suo scopo.
Non diventare suo amico.”
Chiara Cilli, Non Tradirmi

Chiara Cilli
“Quella sera, però, la Regina le aveva donato un sacchetto di pelle nera contenente un set di shuriken, le sue armi predilette insieme alla katana.
«Non c’erano, sul tavolo con le armi», si era imbronciata lei. «Altrimenti li avrei scelti.»
«Perché volevo darteli personalmente», le aveva confessato Neela. Le aveva preso la mano e le aveva rivolto il palmo verso l’alto, depositandovi il sacchetto. «Ora, in ogni tua futura missione, una parte di me sarà sempre con te.»”
Chiara Cilli, Non Tradirmi

Chiara Cilli
“Irritata dalla sua ostinazione, Vladilena si scostò di nuovo da me per andarle sotto a muso duro. «Sei nella sua testa, ora, cara. Dimmi…» Si sporse verso di lei – che non retrocesse di un millimetro – e, in un sussurro sibilante, le domandò: «Riesci a vedere una luce?».”
Chiara Cilli, Non Tradirmi