Omosessualità Quotes

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John Irving
“«Ho letto tutti i tuoi libri» rispose con entusiasmo. «I tuoi romanzi sono stati una specie di in loco parentis per me» aggiunse, scandendo con cura le parole latine. «Quasi dei genitori, insomma»
Ci sorridemmo: aveva detto tutto quello che c’era da dire, e l’aveva detto proprio bene. Suo padre sarebbe stato felice dell’uomo che era diventato, nella misura in cui riusciva a concepire la felicità. Io e Tom eravamo cresciuti con il disprezzo per noi stessi, perché ci avevano insegnato che le differenze sessuali erano sbagliate. Ora mi vergogno di aver sperato che Peter non fosse come Tom, né come me. Forse l’augurio migliore per i ragazzi della sua generazione era che venissero su “come noi”, però orgogliosi di ciò che erano.”
John Irving, In One Person

Nora Cenere
“Gli liscia le ciocche color corteccia come se fossero frutto del suo sudato e doloroso lavoro. E io che sono suo davvero, per sudore, dolore e tempo, mi guadagno il suo sguardo annoiato.”
Nora Cenere, La costellazione del cane

“«Shawn non vede le cose che ho, vede le cose che sono,» riassunse Trevor. E per la prima volta, ascoltando la sua stessa voce, capì cosa doveva avere innescato in lui quell'amore. «Non sa che macchina possiedo, quale tipo di orologio, non gli interessa se indosso abiti firmati. Nemmeno me le chiede, ed è buffo perché mi viene in mente adesso che lo dico a voi. In questi mesi abbiamo parlato di tante cose, ma mai una volta di quelle materiali. Io provo qualcosa per lui. Qualcosa in confronto alla quale Jude e chiunque ci sia stato prima non erano che capricci.»
(Trevor)”
M. Grey, With your eyes

“Il segretario si butta nella mischia. E usa i nuovi strumenti di comunicazione. Ogni giorno riceve alle sette del mattino i pubblicitari dell’agenzia Target, corregge i testi, rivede le fotografie, poi parte per i giri elettorali. Punta soprattutto sulle regioni meridionali. Sembra una campagna di opinione all’americana, ma quando arriva nelle piazze e nei teatri il Professore vira, per così dire, sul tradizionale. «Oggi, dopo una scappatella, i vostri mariti tornano a casa. Con il divorzio chissà» avverte a Taranto. «Non ci si sposa soltanto per godere» fa lezioni di morale sessuale a Bari. Si alza un vecchietto per raccontare dei suoi cinquantatré nipoti e Fanfani non si fa scappare l’occasione: «Vi immaginate cosa succederebbe a questo povero nonnino se per disavventura divorziassero tutti?». Un crescendo. Fino ad arrivare al teatro comunale di Caltanissetta, dove ad accoglierlo c’è una platea di agricoltori, immagine metafisica: sono tutti con coppola e baffoni, la fotografia di un’Italia dove nessun mutamento è mai arrivato. E Fanfani davanti a loro si scatena: «Volete il divorzio? Allora dovete sapere che dopo verrà l’aborto. E dopo ancora il matrimonio tra omosessuali. Diventeremo tutti degli scimuniti dello stesso sesso. E magari vostra moglie vi lascerà per scappare con la serva!». Nell’Italia di quarant’anni dopo un politico che si lasciasse andare a frasi come queste, o per molto meno, sarebbe privato del diritto di parola. Nel 1974 a pronunciarle è il capo del primo partito italiano, un ex presidente del Consiglio candidato al Quirinale.”
Marco Damilano, La Repubblica del selfie: Dalla Meglio Gioventù a Matteo Renzi