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“ricostruire il mondo naturale come vero terreno della politica, a riabilitare l’esperienza personale degli uomini come misura prima delle cose, ponendo la moralità sopra la politica e la responsabilità al di sopra dei nostri desideri, a dare significato alla comunità degli uomini, a restituire il contenuto al linguaggio umano, a ricostituire l’«Io»-uomo, autonomo, integrale, dignitoso come fulcro di tutta l’azione sociale, responsabile per noi stessi, perché siamo legati a qualcosa di più grande e capace di sacrificare qualcosa, in casi estremi anche tutto, della sua prosperosa e banale vita privata– quella «legge della quotidianità», come Jan Patocˇka era solita definirla– per il bene di ciò che dà significato alla vita.”
― La politica dell'uomo
― La politica dell'uomo
“Sono convinto che il modo migliore di affrontarli (ai regimi totalitari) sia quello di studiarli senza pregiudizio, imparare da essi e resistergli, comportandosi in modo radicalmente differente; laddove tale differenza nasce da una continua lotta contro il male che essi incarnano con tanta chiarezza, e che, tuttavia, dimora ovunque e quindi anche in ognuno di noi.”
― La politica dell'uomo
― La politica dell'uomo
“siamo di fronte a un compito fondamentale da cui tutto il resto dovrebbe discendere. Tale compito è quello di resistere in modo vigile e attento, ma allo stesso tempo con totale dedizione, sempre e ovunque, all’impeto irrazionale del potere anonimo, impersonale e inumano, il potere delle ideologie, dei sistemi, degli apparati, della burocrazia, dei linguaggi artificiali e degli slogan politici. Dobbiamo resistere alla sua complessa e totalmente alienante pressione, sia che assuma la forma di consumo, pubblicità, repressione, tecnologia o cliché, che sono tutti consanguinei del fanatismo e fonte del pensiero totalitario.”
― La politica dell'uomo
― La politica dell'uomo
“(Il potere totalitario) È la legge totalizzante di un potere borioso, anonimamente burocratico, non ancora irresponsabile ma già operante al di fuori della coscienza, un potere radicato in una finzione ideologica onnipresente, che può razionalizzare qualsiasi cosa, senza neppure dover entrare in contatto con la verità. Il potere come l’onnipresente monopolio del controllo, della repressione e della paura. Il potere che fa del pensiero, della moralità e della dimensione privata un monopolio di Stato e, in tal modo, li disumanizza. Il potere che da tempo non è più il problema di un gruppo di governanti arbitrari, ma che, piuttosto, invade e fagocita tutti, se non altro attraverso il loro silenzio, in modo che qualsiasi cosa diventi tutt’uno con esso. In realtà, nessuno possiede un tale potere, dal momento che è il potere stesso a possedere tutti; è una mostruosità che non è guidata dagli uomini, ma che, al contrario, li trascina tutti, con il suo «oggettivo» impeto di sé – oggettivo nel senso di essere estraneo a tutti i princìpi umani, inclusa la ragione umana e perciò interamente irrazionale – verso un futuro terrificante e sconosciuto.”
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“La fabulación es condición del hombre, tan consubstancial con él como su hueso. Fabular acaso no sea otra cosa que sobrepasar la inmediatez y corregir lo dado—el mundo tal como es— por mediación de un nuevo mito”
― Historia y fabulación en "Mi delirio sobre el chimborazo"
― Historia y fabulación en "Mi delirio sobre el chimborazo"
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