“Il personaggio principale, almeno in quei momenti di lucidità in cui riuscirò ad impormi una linea di condotta, sarà il mio defunto fratello maggiore Seymour Glass che (preferisco dir tutto in un'unica frase da necrologio) nel 1948, all'età di trentun anni, mentre era in vacanza in Florida con sua moglie, si tolse la vita. Egli ebbe un grande significato per moltissime persone con cui venne a contatto e per noi, suoi fratelli e sue sorelle, egli fu tutto. Tutto quel che è realtà, egli fu, per noi: il nostro unicorno striato di blu, il nostro specchio ustorio, il genio di famiglia che dà consigli a tutti, la nostra coscienza portatile, il nostro commissario di bordo, il nostro unico poeta...”
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“We leave a stain, we leave a trail, we leave our imprint. Impurity, cruelty, abuse, error, excrement, semen - there’s no other way to be here. Nothing to do with disobedience. Nothing to do with grace or salvation or redemption. It’s in everyone. Indwelling. Inherent. Defining. The stain that is there before its mark.”
― The Human Stain
― The Human Stain
“I sing the body electric,
The armies of those I love engirth me and I engirth them,
They will not let me off till I go with them, respond to them,
And discorrupt them, and charge them full with the charge of the soul.”
― Leaves of Grass
The armies of those I love engirth me and I engirth them,
They will not let me off till I go with them, respond to them,
And discorrupt them, and charge them full with the charge of the soul.”
― Leaves of Grass
“But she did look back, and I love her for that, because it was so human. So she was turned to a pillar of salt. So it goes. People aren't supposed to look back. I'm certainly not going to do it anymore.”
― Slaughterhouse-Five
― Slaughterhouse-Five
“Quando era solo, José Arcadio Buendìa si consolava col sogno delle stanze infinite.
Sognava di alzarsi dal letto, di aprire la porta e di passare in un’altra stanza uguale, con lo stesso letto dal capezzale di ferro battuto, la stessa poltrona di vimini e lo stesso quadretto della Vergine de los Remedios sulla parete in fondo. Da quella stanza passava in un’altra stanza esattamente uguale, poi apriva una porta ed entrava ancora in un’altra stanza esattamente uguale, e poi in un’altra esattamente uguale, fino all’infinito.
Gli piaceva andarsene di stanza in stanza, come in una galleria a specchi paralleli, finché Prudencio Aguilar gli toccava la spalla. Allora tornava di stanza in stanza, svegliandosi a ritroso, percorrendo la strada inversa; e trovava Prudencio Aguilar nella stanza della realtà.
Ma una notte, due settimane dopo averlo riportato a letto, Prudencio Aguilar gli toccò la spalla in una stanza intermedia, e lui rimase lì per sempre, convinto di trovarsi nella stanza vera.
Il mattino dopo Ursula gli stava portando la colazione quando vide un uomo venirle incontro nel portico. Era piccolo e massiccio, vestito di panno nero e con un cappello pure nero, enorme, calcato fin sugli occhi taciturni.
“Dio mio,” pensò Ursula. “Avrei giurato che era Melquíades.”
Era Cataure, invece, il fratello di Visitación, che aveva abbandonato la casa fuggendo la peste dell’insonnia, e del quale non si era saputo più nulla. Visitación gli chiese perché fosse tornato, e lui le rispose nel suo linguaggio solenne: “Sono venuto al funerale del re.”
Allora entrarono nella stanza di José Arcadio Buendìa, lo scossero con tutte le loro forze, gli gridarono nell’orecchio, gli misero uno specchio davanti alle narici, ma non riuscirono a svegliarlo. Poco dopo, quando il falegname gli prendeva le misure per la bara, videro attraverso la finestra che stava cadendo una pioggerella di minuscoli fiori gialli. Caddero per tutta la notte sul villaggio in una tormenta silenziosa, e coprirono i tetti e ostruirono le porte, e soffocarono gli animali che dormivano all’aperto.
Tanti fiori caddero dal cielo, che al mattino le strade erano tappezzate di una coltre compatta, e dovettero sgombrarle con pale e rastrelli perché potesse passare il funerale.”
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Sognava di alzarsi dal letto, di aprire la porta e di passare in un’altra stanza uguale, con lo stesso letto dal capezzale di ferro battuto, la stessa poltrona di vimini e lo stesso quadretto della Vergine de los Remedios sulla parete in fondo. Da quella stanza passava in un’altra stanza esattamente uguale, poi apriva una porta ed entrava ancora in un’altra stanza esattamente uguale, e poi in un’altra esattamente uguale, fino all’infinito.
Gli piaceva andarsene di stanza in stanza, come in una galleria a specchi paralleli, finché Prudencio Aguilar gli toccava la spalla. Allora tornava di stanza in stanza, svegliandosi a ritroso, percorrendo la strada inversa; e trovava Prudencio Aguilar nella stanza della realtà.
Ma una notte, due settimane dopo averlo riportato a letto, Prudencio Aguilar gli toccò la spalla in una stanza intermedia, e lui rimase lì per sempre, convinto di trovarsi nella stanza vera.
Il mattino dopo Ursula gli stava portando la colazione quando vide un uomo venirle incontro nel portico. Era piccolo e massiccio, vestito di panno nero e con un cappello pure nero, enorme, calcato fin sugli occhi taciturni.
“Dio mio,” pensò Ursula. “Avrei giurato che era Melquíades.”
Era Cataure, invece, il fratello di Visitación, che aveva abbandonato la casa fuggendo la peste dell’insonnia, e del quale non si era saputo più nulla. Visitación gli chiese perché fosse tornato, e lui le rispose nel suo linguaggio solenne: “Sono venuto al funerale del re.”
Allora entrarono nella stanza di José Arcadio Buendìa, lo scossero con tutte le loro forze, gli gridarono nell’orecchio, gli misero uno specchio davanti alle narici, ma non riuscirono a svegliarlo. Poco dopo, quando il falegname gli prendeva le misure per la bara, videro attraverso la finestra che stava cadendo una pioggerella di minuscoli fiori gialli. Caddero per tutta la notte sul villaggio in una tormenta silenziosa, e coprirono i tetti e ostruirono le porte, e soffocarono gli animali che dormivano all’aperto.
Tanti fiori caddero dal cielo, che al mattino le strade erano tappezzate di una coltre compatta, e dovettero sgombrarle con pale e rastrelli perché potesse passare il funerale.”
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Frrre’s 2025 Year in Books
Take a look at Frrre’s Year in Books, including some fun facts about their reading.
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