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Antoine Leiris Antoine Leiris > Quotes

 

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“It is the most insignificant moments, where there is nothing to show, nothing to tell, that are the most beautiful.”
Antoine Leiris, Vous n'aurez pas ma haine
“No one can be healed of death. All they can do is tame it. Death is a wild animal, sharp-fanged. I am just trying to build a cage to keep it locked in. It is there, beside me, drooling as it waits to devour me. The bars of the cage that protect me are made of paper.”
Antoine Leiris, Vous n'aurez pas ma haine
“On Friday night, you stole the life of an exceptional being, the love of my life, the mother of my son, but you will not have my hate. I don’t know who you are and I don’t want to know. You are dead souls. If that God for whom you blindly kill made us in his image, every bullet in my wife’s body will have been a wound in his heart.

So, no, I will not give you the satisfaction of hating you. That is what you want, but to respond to your hate with anger would be to yield to the same ignorance that made you what you are. You want me to be scared, to see my fellow citizens through suspicious eyes, to sacrifice my freedom for security. You have failed. I will not change.

I saw her this morning. At last, after days and nights of waiting. She was as beautiful as when she went out on Friday evening, as beautiful as when I fell madly in love with her more than twelve years ago. Of course I’m devastated by grief, I grant you that small victory, but it will be short-lived. I know that she will be with us every day and that we will see each other in the paradise of free souls to which you will never have access.

There are only two of us – my son and myself – but we are stronger than all the armies of the world. Anyway, I don’t have any more time to waste on you, as I must go to see Melvil, who is waking up from his nap. He is only seventeen months old. He will eat his snack as he does every day, then we will play as we do every day, and all his life this little boy will defy you by being happy and free. Because you will not have his hate either.”
Antoine Leiris, Vous n'aurez pas ma haine
“If that God for whom you blindly kill made us in his image, each bullet in my wife's body will have been a wound in his heart.”
Antoine Leiris, Vous n'aurez pas ma haine
“Nous sommes deux, mon fils et moi, mais nous sommes plus forts que toutes les armées du monde. Je n’ai d’ailleurs pas plus de temps à vous consacrer, je dois rejoindre Melvil qui se réveille de sa sieste. Il a dix-sept mois à peine, il va manger son goûter comme tous les jours, puis nous allons jouer comme tous les jours, et toute sa vie ce petit garçon vous fera l’affront d’être heureux et libre. Car non, vous n’aurez pas sa haine non plus.”
Antoine Leiris, Vous n'aurez pas ma haine
“Of course, having a culprit, someone to take the brunt of your anger, is an open door, a chance to temporarily escape your suffering. And the more odious the crime, the more ideal the culprit, the more legitimate your hatred. You think about him in order not to think about yourself. You hate him in order not to hate what's left of your life. You rejoice at his death in order not to have to smile at those who remain.”
Antoine Leiris, Vous n'aurez pas ma haine
“Clinging to our habits is a way of shutting out the terrible and the wonderful.”
Antoine Leiris, You Will Not Have My Hate
“Those with no one to blame are alone with their grief.”
Antoine Leiris, Vous n'aurez pas ma haine
tags: grief
“So, no, I will not give you the satisfaction of hating you. That is what you want, but to respond to your hate with anger would be to yield to the same ignorance that made you what you are. You want me to be scared, to see my fellow citizens through suspicious eyes, to sacrifice my freedom for security. You have failed. I will not change.”
Antoine Leiris, You Will Not Have My Hate
“It's a small thing, a life.”
Antoine Leiris, Vous n'aurez pas ma haine
“Se vi odiassi vi farei un regalo. E’ quello che cercate, ma rispondere all’odio con la collera sarebbe cedere alla stessa ignoranza che ha fatto di voi quello che siete.”
Antoine Leiris, Vous n'aurez pas ma haine
“Venerdì sera avete rubato la vita di una creatura eccezionale, l'amore della mia vita, la madre di mio figlio, ma non avrete il mio odio. Non so chi siete e non voglio saperlo. Siete anima morte. Se quel Dio per quale uccidete ciecamente ci ha fatto a sua immagine, ogni proiettile nel corpo di mia moglie sarà stata una ferita al cuore per lui.”
Antoine Leiris, Vous n'aurez pas ma haine
“Gli oggetti dei morti diventano immediatamente sacri. Sono reliquie, la prova che chi c’era non c’è più, che aveva una sua vita. Che lei aveva una sua vita. Che aveva i suoi segreti e le sue paure, che teneva le chiavi nelle tasche dei pantaloni, che portava quelle collane al collo o i cinturini dei sandali legati alle caviglie.
Fanno da tramite tra il qui e l’altrove, dove il vivo rimane per un po’. In certi dettagli, in certe vestigia, come si ritrovano quelli delle civiltà scomparse.
Mi sento instabile. Ripeto quello che ho sempre fatto, ma questa volta con una sensazione di trasgressione interiore.
Sono il guardiano e nel contempo il ladro. Colui che preserva e colui che distrugge. Il profanatore e il profanato.”
Antoine Leiris, La Vie, après
“I sorrisi discreti sono i più preziosi, sono come i baci lievi, le mani sulla spalla, i mormorii delicati, si danno senza aspettarsi niente in cambio. Nello spazio di un secondo, lei mi ha ricordato quel sapore che le parole non avranno mai. Quell’ascendente che il reale conserva sulla letteratura. L’effimero.
Il bello di un sorriso discreto è che scompare subito dopo essere comparso, senza lasciarvi le parole per descriverlo.”
Antoine Leiris, La Vie, après
“Can I come in?"

I thought that if the moon ever disappeared, the sea would retreat so no one would see it crying. I thought the winds would stop dancing. That the sun would not want to rise again.

Nothing of the kind. The world continues to turn, and meters must be read.”
Antoine Leiris
“Lei si siede nell’angolo del divano. Discreta come se fosse solo di passaggio. Vedendola seduta lì, vicino a me, capisco che da troppo tempo non la guardo.
Ho conservato in me anche i minimi dettagli dei suoi tratti. La sua bellezza è sempre stata un mistero per me. Un’entità che non ho mai saputo scomporre. Un tutto, sensuale e femminile, desiderabile e materno, fragile e incrollabile.
Più di una volta avrei voluto mangiarla. La sua pelle, la sua carne di mela e il suo sapore zuccherino. Ho scritto il mio primo racconto e l’ho divorata, l’ho inghiottita, senza lasciare niente. Ho posato il suo corpo sulle mie pagine e il libro si è richiuso. Quello che mi aveva impedito di fare dodici anni prima posando la sua mano sulla mia l’avevo fatto alle sue spalle, senza che lei potesse dire niente, senza che potesse farmi ragionare.
Oggi che la nostra storia è diventata una storia, che i nostri personaggi vivono in autonomia, è tempo di ritrovarla.”
Antoine Leiris, La Vie, après
“Fosse per me, conserverei tutto nello stato in cui si trova, ma so che bisogna fare spazio. Non si può essere ricondotti all’inizio della nostra storia ogni volta che si gira una pagina del nostro libro.”
Antoine Leiris, La Vie, après
“Mais il faut la quitter. La lune doit se coucher. Le soleil, ce 16 novembre, se lève sur notre nouvel "il était une fois...". L'histoire d'un père et d'un fils qui s'élèvent seuls , sans l'aide de l'astre auquel ils ont prêté allégeance.”
Antoine Leiris, Vous n'aurez pas ma haine
“Dico amore perché non ho altra parola per definire qualcosa di indefinibile. Non ho mai saputo e non so tuttora come abbiamo trovato quel punto di equilibrio in cui i nostri desideri si incontravano senza affrontarsi, senza che uno avesse il sopravvento sull’altro, senza che nessuno dei due ne fosse leso.
Non ho mai saputo e non so tuttora come raccontare quello stato di pienezza e di grazia, quell’inquietudine così simile alla perdita, quella sensazione di non essere più se stessi e di essere superati dall’altro, di dover essere all’altezza. Mi sono abbandonato a quell’amore. Non sono mai stato così libero. Non sono mai stato così bello. Volevo le sue braccia, il suo ventre, la sua bocca, la sua voce. Volevo il suo passato, il suo futuro, la sua presenza.”
Antoine Leiris, La Vie, après
“لا یستطیع أحد أن یتغلب على الموت. وكل ما نستطیع فعله مجرد ترویضه. فهو كالحیوان المتوحش، الذي له أنیاب حادة. وأنا أحاول أن أبني له قفصًا أحبسه فیه. فهو بجواري ویتربص بي لیفترسني. وما یفصل بیني وبینه لیس إلا قضبان من الورق”
Antoine Leiris, Vous n'aurez pas ma haine
“مساء الجمعة سرقتم حیاة إنسان استثنائي، حب عمري، أم ابني، ولكنني لن أمنحكم كراهیتي. لا أعرفكم ولا أرید أن أعرفكم، فأنتم بالنسبة لي أرواح میتة. وإذا كان هذا الإله الذي تقتلون من أجله بشكل عشوائي، وهو قد خلقنا على صورته، فإن كل رصاصة في جسد زوجتي هي جرح في قلبه. لا، لن أمنحكم هدیة كرهي لكم، لقد أردتم ذلك، ولكن الرد علیكم بالكره والغضب یعني الاستسلام للجهل الذي جعلكم على ما أنتم علیه. تریدونني أن أخاف وأن أراقب من یعیشون معي في نفس الوطن بعین الریبة، وأن أضحي بحریتي من أجل أمني وسلامتي، خسئتم! فحیاتي ستستمر كما أرید رغمًا عنكم....... من المؤكد أن الحزن یدمرني -أعترف لكم بهذا النصر التافه -ولكن الحزن سیدوم طویلًا، لأنني أعرف أنها سترافقنا في كل یوم وسنلتقي في جنة الأرواح الحرة التي لن تدخلوها أبدًا.
نحن اثنان، أنا وابني، لكننا أقوى من كل جیوش العالم. لیس لدي المزید من الوقت لكم، علي أن أعتني بطفلي .. الذي یستیقظ
الآن من نومه. فعمره لم یتجاوز السبعة عشر شهرًا، سیتناول وجبته كما تعود في كل یوم، ثم سنلعب معًا كما تعودنا في كل یوم. هذا الطفل سیتحداكم بأن یعیش سعیدًا وحرًا طوال حیاته ولن یمنحكم حقده أبدًا.”
Antoine Leiris, Vous n'aurez pas ma haine
“E le tombe tutt’intorno ricordano che la morte è una storia di per se stessa, e che quella storia è condivisa da tutti, è il più grande denominatore comune.
Il cimitero è uno di quei rari luoghi dove non ci si sente mai veramente soli.”
Antoine Leiris, La Vie, après
“Les sourires discrets sont les plus précieux, ils sont comme les baisers légers, les mains sur l'épaule, les murmures délicats, ils sont donnés et n'attendent rien en retour.”
Antoine Leiris, La Vie, après
“Abbiamo inventato l’amore per descriverla, e perché bisogna pur dirlo, la coesistenza in un medesimo istante della gioia, della paura, della tenerezza e della vertigine. Tua madre e io ci siamo innamorati il giorno della tua venuta.

I bambini devono pensare che i genitori sono sempre stati genitori. Ma non è così, noi eravamo ancora i bambini dei nostri genitori un istante prima del tuo arrivo. Da allora abbiamo cercato di fare del nostro meglio. Tua madre è perfetta. Io faccio quello che posso.”
Antoine Leiris, La Vie, après
“Di solito le decisioni radicali si prendono per sé, non per due.
Vorrei che qualcuno mi consigliasse, che mi dicesse: tra dieci anni, tuo figlio sarà felice di possedere questo. Tra vent’anni, avrai bisogno di quello. Tra cinquanta, ti piacerà guardare quell’oggetto.
E invece devo farlo da solo. Per poi assumermi la responsabilità delle mie scelte.
Fissare l’amore di una vita intera nell’istante in cui si è spezzato. Poi scomporlo in immagini e in istanti. Sistemarlo, classificarlo per farlo stare in tante scatoline, dove possa rivivere.
Fare posto a loro, a lei, immaginare lo spazio tutto intero, respirando l’esistente scomparso, il continente inghiottito.
Non sono attaccato alle cose, la proprietà mi lascia indifferente e trovo i beni ingombranti. Da sempre, non accumulo, non colleziono, non metto da parte patrimoni. Tento di scrivere una storia.”
Antoine Leiris, La Vie, après
“Non si guarisce dalla morte. Ci si accontenta di addomesticarla. E' un animale selvatico, le sue zanne sono affilate. Cerco soltanto di costruire una gabbia dove rinchiuderla. Lei è quì al mio fianco, aspetta con la bava alla bocca di divorarmi.”
Antoine Leiris, Vous n'aurez pas ma haine
“Hélène était le point d'équilibre du nôtre. Tout tournait autour d'elle. La lune était notre planète. Nous étions ses deux seuls habitants.”
Antoine Leiris, You Will Not Have My Hate
“Quando un amore nasce e quando muore, c’è uno strano momento di confusione. Qualcosa di difficile da descrivere. Una specie di limbo. Un purgatorio. Un tempo di adattamento durante il quale il corpo, non sapendo bene cosa riceve o cosa rifiuta, lascia la mente in uno stato di attesa.
Quello che, un istante prima, sembrava impossibile diventa tutt’a un tratto perfettamente realizzabile, perché quel momento di incertezza è condiviso, perché si è in due a non sapere, si è in due ad aspettare che il momento scelga per noi.
Il momento ha scelto. O forse quella collera insopprimibile dentro di me. Lei mi ha lasciato solo con Melvil. A proteggere mio figlio un’altra volta dalla perdita.”
Antoine Leiris, La Vie, après
“Amare dopo. La questione del desiderio dopo la morte è probabilmente la più complessa da raccontare, la più difficile da confessare. Bisogna accettare le proprie debolezze, accettare che il bambino dentro di noi, di fronte all’abbandono più terrificante, riprenda il suo posto, si agiterà un momento ma poi si calmerà.

Quanto a me, ho sentito presto il bisogno di una presenza. Ho provato il bisogno di quell’amore che mi era divenuto così familiare. Non capivo come avrei potuto vivere senza. Come mio padre, non potevo concepire di non amare più. E così ho amato.”
Antoine Leiris, La Vie, après
“Da piccolo mi nascondevo spesso, tra gli alberi, dietro i cespugli, sotto il letto. Non per un gioco in particolare, ma semplicemente perché mi piaceva la sensazione di appartenere soltanto a me stesso, sentire che niente e nessuno aveva presa su di me. Mi piaceva udire i miei genitori che mi chiamavano e non rispondere.
Poi dovevo uscire dal mio nascondiglio, essere un figlio, un allievo, un fratello, più tardi un impiegato, un marito, un padre. Alla fine, mi nasconderanno di nuovo in una grande scatola e nessuno mi chiamerà per farmi uscire.
Ho continuato a nascondermi per tutta la vita. E ogni volta, quando tornavo, facevo come se non fossi mai partito. Nessuno è poi tanto stupido, ma questa commedia, questo viavai permanente si è instaurato con il tacito accordo di coloro che mi sono vicini, gli altri se ne sono andati.
Sono l’amico, il fratello e il figlio assente. Quello su cui non si può realmente contare. Quello che si tiene a distanza per paura di affezionarvisi.
Ed eccomi qui, sempre nascosto dietro due tronchi d’albero, un boschetto e una sigaretta elettronica, mentre lo spettacolo comincia tra due minuti.”
Antoine Leiris, La Vie, après

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