Musica Quotes

Quotes tagged as "musica" Showing 1-30 of 75
Susanna Kaysen
“Quando sei triste hai bisogno di sentire il tuo dolore fatto musica”
Susanna Kaysen, Girl, Interrupted

Beatriz Serrano
“hablaba del desasosiego de la clase trabajadora, de la infelicidad constante a pesar de cumplir con las expectativas, de hacer lo que se supone que uno debe hacer y, sin embargo, no tener nunca una sensación de plenitud. Morrissey cantaba sobre la insatisfacción que provocan los trabajos de mierda y la obligación de pagar facturas, sobre la alienación que causan las horas en la oficina y el poco espacio para disfrutar de los verdaderos placeres de la vida.”
Beatriz Serrano, El descontento

Heinrich Böll
“... Posai il mio cuscino sul terzo gradino dal basso, mi sedetti, presi il cappello e vi misi dentro la sigaretta: non proprio nel mezzo e non in un angolo, proprio così come se vi fosse stata gettata dall’alto e cominciai a cantare: “Il povero Papa Giovanni…”. Nessuno badava a me, non sarebbe neppure stato un bene: dopo una, due, tre ore avrebbero pur cominciato ad accorgersi di me. Interruppi la mia strofa quando udii la voce al microfono che annunciava un treno da Amburgo… Allora andai avanti. Mi spaventai quando la prima moneta cadde nel cappello: era un soldo, colpì la sigaretta, la sospinse troppo da parte. La rimisi al posto giusto e ripresi a cantare.”
Heinrich Böll

Diego De Silva
“Poi è andata com'è andata. É andata come sappiamo. Sono finite le autoriduzioni, le lotte armate, le rivoluzioni, le autonomie operaie. Ai concerti si paga il biglietto, e che biglietto. I musicisti sono diventati rockstar, o almeno ci hanno provato senza vergogna. Hanno fatto la fila per un passaggio in tv, sono andati al festival di Sanremo e pure al Festivalbar. E se prima si difendevano ai concerti da chi li processava, adess si lamentano se i loro dischi si scaricano dalla rete. Parlano male della droga, del sesso senza amore, della politica che non usa la lingua della ggente. Si sposano (addirittura qualcuno in chiesa), mettono su famiglia, scoproni i valori, smettono di bere, di farsi, consigliano ai giovani di non sprecare la propria vita.
Il mercato ha vinto. Il pubblico ha sfrattato il popolo. Siamo più liberi,oggi. Di comprare quello che vogliamo.
Ma non è un caso, alla fine se abbiamo sempre meno musica che vale la pena d'essere comprata.”
Diego De Silva, Mia suocera beve

Sándor Márai
“Konrad si que palidecia cada vez que escuchaba musica. Cualquier tipo de musica, incluso la mas popuar, lo tocaba tan de cerca como si le estuvieran tocando el cuerpo de verdad. Palidecia, sus labios temblaban. La musica le decia algo mas que los demas no podian comprender. Probablemente las melodias no le hablasen al intelecto. La disciplina en la que vivia, en la que habia crecido, la disciplina que le habia ayudado a obtener su lugar y su rango en el mundo, la disciplina que el mismo habia elegido de manera voluntaria - como el creyente que escoge por si solo la culpa y el castigo - esa disciplina desaparecia en tales momentos, y su cuerpo tenso y crispado se relajaba. (...) Escuchaba la musica con todo su cuerpo, con una atencion parecida a la que presta un condenado en su celda al ruido de pasos que quizas lleven la noticia de su salvacion. En esos momentos no oia a quienes se dirigian a el. La musica rompia en pedazos el mundo a su alrededor, cambiaba las leyes establecidas de manera artificial durante unos instantes...”
Sandor Marai

“In poche righe le confessava le sue emozioni dicendo di essersi sentito "come nell'Allegro con Brio della Sonata 50 in Re Maggiore di Haydn".”
Daniel Mason, The Piano Tuner

“Clementi, Sonata in Fa Diesis Minore, Opera 25, Numero 5" disse Katherine, e lui annuì. Una volta le aveva spiegato che quella sonata evocava in lui l'immagine di un uomo perduto in mezzo al mare mentre la sua innamorata lo aspetta sulla riva.”
Daniel Mason, The Piano Tuner

John Lennon
“La vida es aquello que ta sucediendo mientras te empeñas en hacer otros planes.”
John Lennon

John Lennon
“La vida es aquello que te va sucediendo mientras te empeñas en hacer otros planes.”
John Lennon

Andrés Caicedo
“Si no llevo la contraria no puedo vivir contenta”
Andrés Caicedo, ¡Que viva la música!

Federico García Lorca
“El silencio redondo de la noche
sobre el pentágrama
del infinito.”
Federico García Lorca

“En los ochenta, aún se escuchaban guitarras en las discotecas e incluso cuando sonaban esos niñatos de Hombres G, por más que arrugáramos la nariz con mohín despectivo, no podíamos dejar de corear que quiero comprarme un jersey a rayas. Entonces ()La música aún podía salvarnos. Fue justo antes de que se pusiera en marcha la trituradora de emociones, la mákina, la electrónica, el house, el trance, los miles de nombres para aludir a la victoria del frío.”
Barbara Blasco
tags: 80s, musica

Andrew Pacholyk
“Music is the heartbeat of the world. It is the tempo of our joy, a measure of our sadness, the youthful recollection of our heart's content.”
Andrew Pacholyk, Pearls of Light: passion, poetry & positive affirmations

Ian McEwan
“Este era o ataque. A apologia tomava emprestado e distorcia o velho estratagema do Eclesiastes: era tempo de resgatar a música das mão dos “donos daa verdade”, e era tempo de reafirmar a comunicabilidade essencial da música, que havia sido forjada, na Europa, numa tradição humanista que sempre reconhecera o enigma da natureza humana; era tempo de aceitar que uma execução para o público constituía uma “comunhão laica”, e era tempo de reconhecer a primazia do ritmo e do tom, bem como a natureza básica da melodia. Para que isso acontecesse sem apenas repetir a música do passado, cumpria formular uma definição contemporânea de beleza, o que, por sua vez, era impossível sem que se compreendesse uma “verdade fundamental”. Nesse ponto, Clive se valeu ousadamente de alguns ensaios inéditos e altamente especulativos de um colega de Noam Chomsky, que ele tinha lido quando passara férias na casa do autor, em Cape Cod: nossa capacidade de “ler” ritmos, melodias e harmonias agradáveis, assim como a faculdade exclusivamente humana da linguagem, era geneticamente determinada. Segundo os antropólogos, esses três elementos deviam existir em todas as culturas musicais. Nosso ouvido para harmonia era inato. (Além disso, sem um contexto envolvente de harmonia, a dissonância não fazia sentido e se tornava desinteressante.) Compreender uma linha melódica era um ato mental complexo, mas passível de ser executado até por uma criança bem pequena; já nascíamos com uma herança, éramos o Homo musicas; portanto, definir a beleza na música implicava uma definição da natureza humana, o que nos trazia de volta às humanidades e à capacidade de comunicação…”
Ian McEwan, Amsterdam

“(...) El público debe poder defenderse de la parodia". Nella Anfuso, entrevista 1998”
Juan Antonio Muñoz, Conversaciones con la música
tags: musica

“La musica non è una definizione ma una possibilità.”
Paola Zannoner, Xché 6 qi
tags: musica

Marcel Proust
“Ma da quando più di un anno prima, rivelandogli le tante ricchezze della sua anima, era nato in lui, almeno per qualche tempo, l'amore per la musica, Swann considerava i motivi musicali come idee vere e proprie, ma di un altro mondo, di un altro ordine, idee velate di tenebra, sconosciute, impenetrabili dall'intelletto, ma che non sono perciò meno perfettamente distinte le une dalle altre, non meno differenti fra loro in valore e significato. Quando, dopo la serata dai Verdurin, facendosi eseguire di nuovo la piccola frase, aveva cercato di distinguere come, al modo di un profumo, di una carezza, essa lo circuisse, lo avviluppasse, si era reso conto che quell'impressione di dolcezza ritrosa e da brivido era dovuta al debole scarto fra le cinque note che la componevano e al richiamo costante di due di esse; ma in realtà sapeva di ragionare così non sulla frase in se stessa, ma su semplici valori sostituiti, per comodità della sua intelligenza, all'entità misteriosa che egli aveva percepito, prima di conoscere i Verdurin, la sera che aveva udito la sonata per la prima volta. Sapeva che il ricordo stesso del pianoforte falsava ancor di più la prospettiva in cui vedeva i fenomeni musicali, che il campo aperto al musicista non è una meschina gamma di sette note, ma una tastiera incommensurabile, quasi del tutto sconosciuta ancora, dove, solo qui e là, disgiunti da spesse tenebre inesplorate, alcuni dei milioni di tasti di tenerezza, di passione, di coraggio, di serenità, che la compongono, ognuno diverso dagli altri come un universo da un altro universo, sono stati scoperti da alcuni grandi artisti, che svegliando in noi l'equivalente del tema che hanno trovato, ci rendono il servigio di mostrarci quanta ricchezza e varietà nasconda a nostra insaputa la grande notte impenetrata e scoraggiante della nostra anima, che noi scambiamo per un vuoto e un nulla.”
Marcel Proust, Alla ricerca del tempo perduto

Manuel Righele
“Nappo lo prese in mano perplesso. Ci volle un po’ perché riuscisse ad aprirlo. Era per via delle dita. Aveva dita corte e sbozzate come dei torsoli sputati da una trebbia difettosa. Quelle dita avevano deciso il suo destino. Quando, da bambino, aveva espresso il desiderio di suonare la fisarmonica, sua madre l’aveva guardato con dolcezza. “Con quali dita?” gli aveva chiesto. “Perché non provi con un altro strumento? Cosa ne pensi della roncola?”
Manuel Righele, Un Maledetto Lavoro

Manuel Rivas
“No sé si lo hizo adrede, pero aquélla fue la lección más importante de mi vida. La música tenía que tener el rostro de una mujer a la que enamorar. Cerraba los ojos para imaginarla, para ponerle color a su pelo y a sus ojos, pero supe que mientras sólo saliesen de mi saxo rebuznos de asno, jamás existiría esa chica.”
Manuel Rivas, ¿Qué me quieres, amor?
tags: musica

Manuel Rivas
“Macías, pegado a mi oreja, me hizo abrir los ojos. —¡Vas fenomenal, chaval! ¡Tocas como un negro, tocas como Dios! Me di cuenta de que estaba tocando sin preocuparme de si sabía o no. Todo lo que había que hacer era dejarse ir. Los dedos se movían solos y el aire salía del pecho sin ahogo, empujado por un fuelle singular. El saxo no me pesaba, era ligero como flauta de caña. Yo sabía que había gente, mucha gente, bailando y enamorándose entre la niebla. Tocaba para ellos. No los veía. Sólo la veía a ella, cada vez más cerca.”
Manuel Rivas, ¿Qué me quieres, amor?
tags: musica

“Dovunque andiamo, qualsiasi cosa facciamo, la radio è quasi sempre accesa. Penso che mia madre, come me, preferisca il rumore. Ha bisogno di riempire se stessa, la sua anima, di suono. L'aiuta a sovrastare le altre voci.
da "Beautiful Music”
ZADOORIAN Michael -

Aldous Huxley
“La música es tan vasta como la naturaleza humana, y tiene algo que decir a los hombres y a las mujeres a todos los niveles de su ser, desde la sentimentalidad autocontemplativa hasta la abstracción intelectual, desde la espiritual hasta lo meramente visceral. En una de sus múltiples formas, la música es una potente droga, en parte estimulante, en parte narcótica, pero capaz de todos modos de una alteración total.”
Aldous Huxley, Huxley and God: Essays on Religious Experience

Sheila Moreno Griñón
“«¿Te han dicho alguna vez que pones la música demasiado alta?».”
Sheila Moreno Griñón, El baile de las maldiciones
tags: musica

“Las Sesiones de Educación Mente Vital están basadas en teoría y ejercicios de escucha con elementos teóricos de varios géneros.

La intención es permitirte contar con herramientas para que puedas mostrar un mejor desempeño.

Enfocadas en el Entrenamiento Auditivo, te permiten incrementar tu percepción y análisis de los elementos de la música.

Brindan el conocimiento requerido para que logres aprender a manejar tus emociones.

Disponible en el website del Instituto Educación Mente Vital.”
Educacion Mente Vital

Héctor Abad Faciolince
“«La música sustituye la realidad, que a veces es insoportable».”
Héctor Abad Faciolince, Salvo mi corazón, todo está bien
tags: musica

“è questo uno dei grandi insegnamenti della musica: muoversi continuamente, senza lasciarsi morire, né dentro né fuori”
Ramin Bahrami, Il suono dell'Occidente
tags: musica

“Fino intorno al X secolo dopo Cristo, la musica era tramandata oralmente: non la si scriveva. Anche se qualche forma di notazione musicale esisteva, era usata esclusivamente nelle analisi tecniche, non serviva per la trasmissione e l'apprendimento.

Sappiamo comunque che sostanzialmente tutta la musica antica era fortemente debitrice alla parola: era musica cantata, con gli strumenti che (quando erano presenti) fungevano da sostegno e da accompagnamento. Era inoltre musica monodica, cioè a una sola voce: se anche più persone cantavano insieme, cantavano tutte la stessa linea melodica.”
Virginio B. Sala
tags: musica

Luiz Antonio de Assis Brasil
“O Major convidara os estancieiros mais próximos, e assim a capela encheu-se de cadeiras, e foi preciso que as crianças ficassem pelo chão, junto com os cachorros. O Maestro ostentava a casaca nova, e, ao entrar pelo corredor central, com as músicas debaixo do braço, caminhando para sua orquestra como para oficiar uma missa, todos se compenetraram: jamais haviam visto algo semelhante. Os notáveis que, de fato, ainda abominavam o Maestro, agora intrigavam-se com aquela dignidade. – “Ele deu vida a esta capela” – disse o Major ao Vigário, que concordou com um movimento de cabeça e pôs o indicador frente aos lábios: o Maestro, já de costas para os convidados, esperava que cessassem as tossidelas e os murmúrios; depois, ergueu as mãos num gesto elegante e decidido, e os instrumentistas perfilaram-se nas pontas das cadeiras. Ficou assim, imóvel, por um momento; depois, muito lentamente, acariciando o ar, baixou os braços – e as rabecas deram início a um andante cantabile mal audível, lascivo, complicado por appogiaturas que se enredavam nas notas. Na plateia, ninguém se animava a um só movimento. A melodia cresceu, ganhou inesperada rapidez, e logo um festivo allegro retumbava pela capela, num estrépito de tambores e cornetas. O Maestro luzia de suor, transfigurando-se pelo fogo de seus movimentos, que varriam o espaço acima das cabeças; seu colarinho saía para fora da gola, e surgiram os punhos da camisa. E a música foi-se desdobrando em ondas, ganhando matizes delicados, para logo ressurgir com mais força, avançando ao limite do suportável. Em poucos minutos atingiu um paroxismo sonoro que fazia vibrarem os vidros das janelas. Quando os ouvintes já se entreolhavam em desespero, tudo acabou num triunfante e ensurdecedor acorde de toda a orquestra. No silêncio imediato, seguiu-se o grito do Major: – “A la fresca!”. A audição continuou, agora com obras ligeiras, onde se percebia sua anterior destinação à banda. Aí sim, os ouvintes sentiram-se mais à vontade, e os homens autorizavam-se a marcar os compassos, batendo com os pés na laje do piso. O Maestro pretendeu agradar os brios gaúchos e atacou o hino da República Rio-Grandense, o que fez com que os convidados, ao comando do Major, se levantassem para ouvir a música do Mendanha.”
Luiz Antonio de Assis Brasil, Concerto campestre

James Joyce
“I miei occhi erano spesso pieni di lacrime (non saprei dire il perché) e a volte la piena del mio cuore sembrava riversarmisi nel petto. Pensavo poco al futuro. Non sapevo se le avrei mai parlato o, nel caso le avessi parlato, come le avrei espresso la mia confusa adorazione. Ma il mio corpo era come un'arpa e le sue parole e gesti erano come dita che corrono sulle corde.”
James Joyce, Dubliners

Alana Albertson
“Alma focused. She went behind the tall wood-carved bar and straightened the tequila bottles. She loved the colors and designs of the containers--- brightly colored, some were even hand-painted. Her favorite bottle was a white ceramic one painted with intricate blue leaves. The shape of the bottle resembled the curves of a woman, and the liquor itself was just as robust, just as refined--- truly the intersection of quality and art.
She signaled her bar manager, Lupe, to turn the music on, to which Lupe quickly obliged. The melodic sounds of one of her favorite Spanish ballads filled the air; the singer's deep baritone voice almost as intoxicating as the liquor in the place.
Almost.
A waft from the kitchen danced through her nostrils. Though this was a tequila bar, Mezcalifornia was known for its happy hour. They served mostly the usual fare that you would expect--- small carnitas street tacos, fresh-charred corn dressed with a tangy garlic sauce and garnished with cotija cheese, mini ahi tostadas, and of course, guacamole. She hadn't wanted a typical sit-down restaurant with gourmet food and a wine list. Been there, done that.
No. She wanted a vibe. A destination. An experience.”
Alana Albertson, My Fair Señor

« previous 1 3