Sara > Sara's Quotes

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  • #1
    Banana Yoshimoto
    “Risate fatte di niente e divise con qualcuno.”
    Banana Yoshimoto

  • #2
    Banana Yoshimoto
    “Pensai: ecco, se dopo la morte il mio spirito tornasse sulla terra in una sera d'estate, è così che il mondo mi apparirebbe.”
    Banana Yoshimoto

  • #3
    Banana Yoshimoto
    “Anche in mezzo a una folla, gli spiriti affini riescono a comunicare.”
    Banana Yoshimoto

  • #4
    James Dashner
    “Bisogna conoscere il problema meglio della soluzione, altrimenti la soluzione diventa il problema”
    James Dashner

  • #5
    Alexandre Dumas
    “Una delle più grandi disgrazie della verità, è di essere inverosimile. Per questo la si nasconde ai re con la lusinga, e ai lettori col romanzo, che non è, come alcuni credono, l'esagerazione del possibile, ma una pallida parodia della realtà.
    Un giorno, quando saremo stanchi di fare i romanzieri, forse diventeremo storici, e racconteremo delle avventure autentiche e contemporanee così vere che nessuno vorrà crederci. Aspettando quel giorno, e poiché la nostra raccolta già così copiosa non può che accrescersi in futuro, sceglieremo, per quei lettori che vogliono solo cose vissute, una storia semplice dove non cambieremo che i nomi. Dopo la nostra morte, si troveranno fra le nostre carte i nome veri dei personaggi principali.”
    Alexandre Dumas, Un'amazzone

  • #6
    Alexandre Dumas
    “Èdouard si accontentò delle sue ricerche, andò a pranzare, tornò a casa, confrontò l'appartamento che avrebbe preso con quello che stava per lasciare, vide che non guadagnava altro che un cambiamento ed ebbe i rimpianti che vengono quando si lascia la propria abitazione da scapolo, per piccola e scomoda che sia. Si rammenta tutto quello che è successo da quando è stata abitata, le passate emozioni quotidiane che ha visto nascere e morire, come fiori mattutini, sbocciati fra quattro mura, di cui resta solo quel profumo chiamato ricordo. Allora si rimpiange tutto, perfino la musica insipida del pianoforte della vicina, maledetto pianoforte che si ritrova in tutte le case in cui si è vissuto e che miagola da mattina a sera i suoi arpeggi eterni e mai appresi; si rimpiange perfino il portiere che alla sera vi consegnava il candeliere e la chiave, e qualche volta una lettera desiderata, tanto desiderata che si benediceva la mano che la consegnava quanto quella che l'aveva scritta.
    Poi giunge la viglia del trasloco. Quella sera, col pretesto dei bauli da fare, si rientra presto, talvolta con un amico che viene ad aiutare, ma più spesso da soli, si aprono gli armadi, i mobili; si scompiglia tutto, si toccano quaranta cose senza prenderne nessuna, non si sa da dove cominciare; poi, di colpo, in un cassetto dimenticato, si ritrova una lettera altrettanto dimenticata. Poi un'altra, poi un'altra ancora; ci si accomoda sul bordo del letto e si intraprende la lettura del proprio passato, inframmezzata da questi muti monologhi: <>.
    E la serata passa non si sa come, senza nulla di fatto, evocando soavi ombre di donne, che senza dubbio, nel momento preciso in cui ci si ricorda di loro, stanno dicendo ad altri le parole deliziose e menzognere che vi dicevano tempo fa.
    Il giorno dopo, quando ci si alza e non restano che due ore per traslocare, tutto è ancora più disordinato del giorno prima.”
    Alexandre Dumas, Un'amazzone

  • #7
    “In poche righe le confessava le sue emozioni dicendo di essersi sentito "come nell'Allegro con Brio della Sonata 50 in Re Maggiore di Haydn".”
    Daniel Mason, The Piano Tuner

  • #8
    “Clementi, Sonata in Fa Diesis Minore, Opera 25, Numero 5" disse Katherine, e lui annuì. Una volta le aveva spiegato che quella sonata evocava in lui l'immagine di un uomo perduto in mezzo al mare mentre la sua innamorata lo aspetta sulla riva.”
    Daniel Mason, The Piano Tuner

  • #9
    “È una storia di sogni, gridò, sono tutte storie di sogni.”
    Daniel Mason, The Piano Tuner

  • #10
    “Essere necessari non significa essere accettati.”
    Daniel Mason, The Piano Tuner

  • #11
    Susana Fortes
    “Parlare con lui m'infondeva una piacevole sensazione di familiarità, come accade con certi personaggi secondari della nostra infanzia: il gestore del negozio di fumetti, il venditore di caramelle... nonostante il tempo trascorso questi individui sono incapaci di considerarci come gli strani adulti che siamo diventati, e continuano invece a guardarci come i bambini che non abbiamo mai smesso di essere.”
    Susana Fortes, Quattrocento

  • #12
    Madeline Miller
    “Dimmi il nome di un eroe che è stato felice."
    Riflettei. Eracle era impazzito e aveva ucciso la sua famiglia; Teseo aveva perso la sua sposa e suo padre; i figli e la nuova consorte di Giasone erano stati uccisi dalla sua prima moglie; Bellerofonte aveva ucciso la chimera ma era caduto dal dorso di Pegaso ed era rimasto storpio.
    "Non puoi." Si alzò a sedere e si sporse in avanti.
    "Non posso."
    "Lo so. Gli Dei non permettono a nessuno di essere famoso e felice." Inarcò un sopracciglio. "Ma voglio confidarti un segreto."
    "Dimmi." Adoravo quando faceva così.
    "Io sarò il primo.”
    Madeline Miller, The Song of Achilles

  • #13
    José Saramago
    “Attenzione, dunque, alla lezione di morale. C'era una volta, nell'antico paese delle favole, una famiglia in cui c'erano un padre, una madre, un nonno che era il padre del padre e quel già citato bambino di otto anni, un ragazzino. Si dava il caso che il nonno fosse già avanti con l'età, perciò gli tremavano le mani e gli cadeva il cibo dalla bocca quando erano a tavola, il che suscitava grande irritazione al figlio e alla nuora, sempre lì a dirgli di fare attenzione a ciò che faceva, ma il povero vecchio, per quanto lo volesse, non riusciva a trattenere il tremito, peggio ancora se lo sgridavano, e il risultato era che sporcava sempre la tovaglia o faceva cadere per terra il magiare, per non dire poi del tovagliolo che gli legavano al collo e che bisognava cambiare tre volte al giorno, a colazione, a pranzo e a cena. Erano ormai le cose a questo punto e senza alcuna aspettativa di miglioramento quando il padre decise di farla finita con la sgradevole situazione. Si presentò a casa con una scodella di legno e disse al padre, da oggi in poi mangerete qui, vi siederete sulla soglia della porta perché è più facile da pulire e così vostra nuora non dovrà più preoccuparsi di tante tovaglie e tanti tovaglioli sporchi. E così fu. Colazione, pranzo e cena, il vecchio seduto da solo sulla soglia della porta, che portava il cibo alla bocca come gli era possibile, metà si perdeva per strada, una parte dell'altra metà gli scivolava giù per il mento, e non era granché la quantità che finalmente gli scendeva giù per quello che il volgo chiama il gargarozzo. Non sembrava che al nipote importasse molto del pessimo trattamento riservato al nonno, lo guardava, poi guardava il padre e la madre, e continuava a mangiare come se lui non c'entrasse niente in quella faccenda. Finché un pomeriggio, rientrando dal lavoro, il padre vide il figlio che scolpiva con un temperino un pezzo di legno e credette, com'era normale e usuale a quei tempi remoti, che stesse costruendo un giocattolo con le sue stesse mani. L'indomani, però, si rese conto che non si trattava di un carrettino, per lo meno non si vedeva dove si potevano incastrare delle ruote, e allora domandò, che stai facendo. Il ragazzo finse di non aver udito e continuò a scavare il legno con la punta del temperino, questo avvenne nel tempo in cui i genitori erano meno timorosi e non correvano a togliere dalle mani dei figli uno strumento tanto utile per la fabbricazione dei giocattoli. Non hai sentito, che stai facendo con quel pezzo di legno, di nuovo domandò il padre, e il figlio, senza alzare gli occhi, rispose, sto facendo una scodella per quando sarete vecchio, babbo, e vi tremeranno le mani, per quando vi manderanno a mangiare sulla soglia della porta, come avete fatto con il nonno. Furono parole sante. Caddero le fette di salame dagli occhi del padre, che vide la verità e la sua luce, e che all'istante andò a chiedere perdono al progenitore e quando arrivò l'ora della cena con le sue stesse mani lo aiutò a sedersi sulla sedia, con le sue stesse mani gli avvicinò il cucchiaio alla bocca, con le sue stesse mani gli pulì dolcemente il mento, perché lui poteva ancora farlo mentre il suo amato padre non più.”
    José Saramago, Death with Interruptions

  • #14
    Janet Skeslien Charles
    “La gente è strana, spesso non sa cosa fare né cosa dire. Non fargliene una colpa. Non sai mai cosa c'è nel loro cuore.”
    Janet Skeslien Charles, The Paris Library

  • #15
    Janet Skeslien Charles
    “Una volta, mentre stavo leggendo al parco in una giornata ventosa, una folata aveva sfogliato le pagine, facendomi perdere il segno. Paul mi fece svolazzare il cuore come quelle pagine che si voltavano in fretta.”
    Janet Skeslien Charles, The Paris Library

  • #16
    Janet Skeslien Charles
    “Il dolore è un mare fatto con le tue lacrime. Onde salate coprono gli abissi scuri dove devi nuotare al tuo ritmo. Ci vuole tanto tempo per aumentare la resistenza. Alcuni giorni le mie braccia fendevano l'acqua e io sentivo che le cose si sarebbero sistemate, che la riva non era troppo distante. Poi un ricordo, un momento mi facevano quasi annegare e ricominciavo da capo, lottando per restare a galla, esausta, annegando nel mio stesso dolore.”
    Janet Skeslien Charles, The Paris Library

  • #17
    Janet Skeslien Charles
    “Non sei niente senza princìpi. Non vai da nessuna parte senza ideali. Non sei nessuno senza coraggio.”
    Janet Skeslien Charles, The Paris Library

  • #18
    Janet Skeslien Charles
    “Tutte le cose belle finiscono; quelle brutte, anche.”
    Janet Skeslien Charles, The Paris Library
    tags: vita

  • #19
    Janet Skeslien Charles
    “Accetta le persone per quel che sono, non per quello che vorresti che fossero.”
    Janet Skeslien Charles, The Paris Library

  • #20
    Fernando Pessoa
    “Infine, sarà quel che dovrà essere.”
    Fernando Pessoa, Pagine esoteriche

  • #21
    Fernando Pessoa
    “Nasciamo senza saper parlare e moriamo senza aver saputo dire. La nostra vita trascorre fra il silenzio di chi tace e il silenzio di chi non è stato compreso, e intorno a tutto ciò, come un'ape in un luogo senza fiori, aleggia sconosciuto un inutile destino.”
    Fernando Pessoa, Pagine esoteriche

  • #22
    Fernando Pessoa
    “Mussolini ha combattuto la massoneria, cioè il grande ordine d'oriente d'Italia, più o meno nei termini pagani del progetto del signor José Cabral. Non so se abbia perseguitato molta gente, né mi interessa saperlo. Quello che so con assoluta certezza è che il Grande Ordine d'Oriente d'Italia è uno di quei morti che godono di ottima salute, Permane, si riunisce, si è depurato, e sta ad aspettare; se ci sia qualcosa da aspettare è un'altra questione. Il piccone del duce può distruggere l'edificio del comunismo italiano, ma non è abbastanza potente per abbattere colonne simboliche, fuse in un metallo che proviene dall'alchimia.
    Primo de Rivera ha combattuto la massoneria spagnola in modo più blando, secondo la sua indole fidalga. Anche qui so per certo che risultato ottenne: il grande sviluppo, numerico e politico, della massoneria in Spagna. Non so se alcuni fenomeni secondari, come ad esempio la caduta della monarchia, abbiano avuto qualche relazione con questo fatto.
    Hitler, dopo essersi appoggiato alle tre grandi logge cristiane di Prussia, ha agito secondo il lodevole costume ariano di mordere la mano che gli aveva dato da mangiare. Ha lasciato in pace le altre grandi logge, quelle che non lo avevano sostenuto e che non erano cristiane, e tramite un certo Göring ha intimato alle prime tre di sciogliersi. Esse hanno detto di sì - ai Göring si dice sempre di sì - e hanno continuato a esistere. Per una coincidenza, è stato dopo l'adozione di questa misura che sono cominciati a sorgere in seno al partito nazista contrasti e altre difficoltà. Nella storia, come il signor José Cabral saprà bene, ci sono molte coincidenze del genere.”
    Fernando Pessoa, Pagine esoteriche

  • #23
    Alessandro D'Avenia
    “La poesia è un messaggio in bottiglia, che vive della speranza di un dialogo differito nel tempo.”
    Alessandro D'Avenia, L'arte di essere fragili: Come Leopardi può salvarti la vita
    tags: poesia

  • #24
    Alessandro D'Avenia
    “Questa generazione di adolescenti è più rapida delle precedenti, entra in contatto con molto più mondo in molto meno tempo, conosce più cose della mia, ma ha anche un punto debole: ha meno criteri di decodifica dei messaggi, non sa da dove si prenda il mondo, indossa la realtà spesso al contrario, come una maglietta in cui non si distingue il davanti dal dietro, l'esterno dall'interno. Trova la soluzione a furia di provare e riprovare, se non si scoraggia prima. Abbiamo dato loro tutto per godere la vita, ma non abbiamo dato loro una ragione per viverla. Abbiamo scambiato la felicità con il benessere, i sogni con i costumi.”
    Alessandro D'Avenia, L'arte di essere fragili: Come Leopardi può salvarti la vita

  • #25
    Alessandro D'Avenia
    “La speranza è un'arte che ha il suo prezzo.”
    Alessandro D'Avenia, L'arte di essere fragili: Come Leopardi può salvarti la vita

  • #26
    Alessandro D'Avenia
    “La noia per te era divenuta insopportabile. Non la noia superficiale, quella del "non so cosa fare", dell'assenza di emozioni forti, ma la privazione del destino e della destinazione, quello stato di angoscia di chi sa di essere fuori posto, di chi sa che non sta vivendo abbastanza, che non sta dando pieno corso alla sua vocazione. Avevi cominciato a scrivere, perché la scrittura è il luogo in cui si supera il limite e si combatte la propria incompiutezza, riparando ogni possibile inadempienza e raccontando come sarebbe dovuta o potuta andare. Cos'era per te scrivere, se non vivere? Non è forse "vita" il termine più frequente nei tuoi canti? In essi vivevi a tal punto che il corpo non sopportava più quell'esilio, e il genio gli chiedeva di seguirlo oltre la siepe delle facili sicurezze.”
    Alessandro D'Avenia, L'arte di essere fragili: Come Leopardi può salvarti la vita

  • #27
    Alessandro D'Avenia
    “Solo un cuore amante della luce sa essere amico della notte.”
    Alessandro D'Avenia, L'arte di essere fragili: Come Leopardi può salvarti la vita

  • #28
    Alessandro D'Avenia
    “Quando le storie scompariranno, lo farà anche l'uomo, perché sarà scomparsa ogni traccia del suo destino.”
    Alessandro D'Avenia, L'arte di essere fragili: Come Leopardi può salvarti la vita

  • #29
    Anne Blankman
    “La distanza tra i veri amici non conta, quando l'amicizia continua nei loro cuori.”
    Anne Blankman, The Blackbird Girls

  • #30
    Anne Blankman
    “Siamo su questa terra per essere gentili gli uni con gli altri. Gli esseri umani sono la lingua di Dio.”
    Anne Blankman, The Blackbird Girls



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